Pesaro, Ricci domani in procura per l’inchiesta "Affidopoli"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Pesaro, dove l’inchiesta sugli affidamenti diretti del Comune – ribattezzata "Affidopoli" – tiene banco da settimane, domani toccherà a Matteo Ricci rispondere alle domande dei pm. L’ex sindaco, oggi europarlamentare e candidato del Partito Democratico alla presidenza delle Marche, è tra i ventiquattro indagati, insieme a Massimiliano Santini (ex responsabile organizzativo della sua giunta), Stefano Esposto (gestore delle associazioni Opera Maestra e Stella Polare) e Franco Arceci (ex capo di gabinetto).

La vicenda, emersa lo scorso luglio grazie a un’inchiesta de Il Resto del Carlino, ha portato la Procura ad aprire un fascicolo per corruzione, concentrandosi su presunte irregolarità negli appalti tra il 2019 e il 2024. Ricci, che ha sempre respinto ogni accusa, sostiene di non essere "il grande regista" degli affidamenti e di essere pronto, semmai, a costituirsi parte lesa se qualcuno avesse agito alle sue spalle.

Intanto, mentre oggi una dozzina tra dirigenti e funzionari comunali sono stati convocati – alcuni evitando di presentarsi –, il caso rischia di riaccendere tensioni dentro il Movimento 5 Stelle. C’è chi, nella formazione grillina, spinge per rompere l’alleanza con il Pd nelle Marche, rivendicando una linea dura contro Ricci. Una fronda che mette in difficoltà Giuseppe Conte, già alle prese con equilibri interni delicati.

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