Pesaro, gli affidamenti pubblici sotto la lente: Ricci rinviato a giudizio, gli alleati frenano
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Redazione Interno
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L’inchiesta “Affidopoli”, coordinata dalla Procura di Pesaro e condotta dalla Squadra mobile e dalla Guardia di finanza, ha portato alla luce un sistema di affidamenti diretti e contributi pubblici gestiti, secondo le accuse, in modo clientelare e penalmente rilevante. Al centro delle indagini c’è Matteo Ricci, già sindaco della città e ora candidato alle regionali nelle Marche, rinviato a giudizio con l’ipotesi di corruzione. I pm sostengono che, attraverso due associazioni senza scopo di lucro, siano stati devoluti fondi a un suo stretto collaboratore, Massimiliano Santini, per spese personali – tra cui vacanze – mentre Stefano Esposto, gestore delle stesse, avrebbe beneficiato di ingenti somme. Ricci, secondo l’accusa, ne avrebbe tratto vantaggio in termini di “popolarità e consenso”.
Nonostante le dichiarazioni di sostegno, come quelle della segretaria regionale del Pd Chantal Bomprezzi – che ha parlato di “fiducia totale” e “vicinanza della comunità democratica” –, gli alleati iniziano a prendere le distanze. Il Movimento 5 Stelle ha cancellato un evento elettorale congiunto, mentre Fratoianni e Bonelli (Si-AvS) preferiscono attendere, evitando di esporsi pubblicamente. Se le parole di solidarietà non mancano, i fatti rivelano un imbarazzo crescente, con il rischio di isolamento per il candidato del “campo largo”.




