Polemica su scissione Nitag e gestione Schillaci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier, ha scagliato un duro attacco verbale contro il ministro della Salute Orazio Schillaci, accusando il dicastero di non funzionare e di agire in modo autonomo e poco trasparente. La polemica, che vede anche Fratelli d’Italia in prima linea, nasce dalla travagliata vicenda della revoca del Nitag, la commissione tecnico-scientifica sui vaccini.

«Se si azzera chi non la pensa come il mainstream non mi sembra scientificamente corretto», ha dichiarato Salvini, intervenendo dopo le critiche già espresse dai suoi colleghi di partito Claudio Borghi e Alberto Bagnai. Il segretario leghista ha rimarcato come la scelta del ministro, il quale ha prima nominato il comitato per poi “auto-azzerarlo”, rappresenti un “pessimo segnale” e dimostri una gestione confusa e poco lineare. «Il ministro ha deciso di testa sua», ha sentenziato, aggiungendo che «evidentemente al ministero c’è qualcosa che non funziona».

L’ira della maggioranza si è concentrata sulla decisione di Schillaci di sciogliere l’intero comitato consultivo a seguito delle polemiche scatenate dalla presenza, al suo interno, di due esperti – Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite – le cui posizioni sui vaccini sono state giudicate contrarie all’orientamento scientifico prevalente. Una mossa, la sua, che invece di placare le acque ha generato un putiferio politico, attirando fuoco amico da entrambi i principali partiti di governo.

Fonti vicine ai vertici di Fratelli d’Italia, pur trattenendo un giudizio più formale rispetto agli attacchi diretti della Lega, hanno descritto la gestione dell’intera faccenda come un “disastro” e uno “slalom al contrario”, dove il ministro, invece di eludere le criticità, le ha affrontate tutte nella maniera più goffa possibile, incluso l’aspetto comunicativo. L’avvertimento che gli è stato recapitato somiglia a una messa in mora, un cartellino giallo che segnala un malcontento profondo per una procedura ritenuta opaca e inefficace.

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