Roland Garros, l'Italia degli ottavi: Berrettini l'eroe per 5 ore, Cobolli liquida Tien in tre set
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sulla terra rossa che lo ha visto nascere a livello tennistico quasi quanto l'erba di Wimbledon, nonostante uno stile di gioco apparentemente antitetico a quello del classico "terraiolo", Matteo Berrettini ha riscritto i parametri della propria resistenza.
Nel caldo soffocante di Parigi, il romano ha infatti impiegato cinque ore e tredici minuti – il match più lungo della sua intera carriera, come ha avuto modo di constatare il pubblico del Roland Garros – per avere la meglio sull'argentino Francisco Comesana, annullando due match point nel super tie-break decisivo prima di chiudere con il punteggio di 7-6(3), 5-7, 6-7(4), 6-4, 7-6(15-13).
Un'impresa, quest'ultima, che riporta l'ex numero 6 del mondo agli ottavi di finale nello Slam parigino a distanza di cinque anni dall'ultima volta, cancellando con un colpo di racchetta gli anni di infortuni e ripartenze che lo avevano trascinato fuori dalle prime cento posizioni.
La lunga notte del martello
"Sono felicissimo, e riconoscente al mio team incredibile. La mia famiglia in tribuna e il tifo sotto il caldo, sotto il sole, abbiamo lottato insieme": queste le parole, cariche di stanchezza ma anche di una ritrovata consapevolezza, che Berrettini ha rivolto al pubblico al termine della battaglia.
L'azzurro, che aveva già dovuto rimontare uno svantaggio nel corso del quinto set salvandosi da situazioni di 0-30 e 15-30 con la freddezza dei grandi, ha dovuto attingere a tutte le sue risorse nervose quando Comesana si è presentato a un passo dalla vittoria sul 9-8 e poi sul 12-13 nel tie-break.
Due servizi vincenti provvidenziali hanno tenuto accesa la sua speranza, prima che un errore del dritto dell'argentino (probabilmente il suo primo vero passo falso in cinque ore di gioco) regalasse il quarto match point utile al gladiatore italiano, il quale ha potuto finalmente lasciar cadere la racchetta al suolo per la gioia incontenibile.
Cobolli, una lezione di rapidità
Diametralmente opposta, per durata e sofferenza, la prestazione di Flavio Cobolli. Il numero 10 del seeding, approfittando anche della stanchezza del suo avversario Learner Tien (reduce da una maratona al turno precedente), ha liquidato la pratica in un'ora e quarantasei minuti, concedendo allo statunitense appena sei game nei tre parziali chiusi sul 6-2, 6-2, 6-3.
Una vittoria, quella del romano, che non ha lasciato spazio a interpretazioni: la legge della terra battuta è stata fatta rispettare con la forza del dritto e la precisione del servizio, elementi che hanno permesso a Cobolli di controllare il ritmo dello scambio sin dai primi minuti. "Sono nato sulla terra rossa – ha dichiarato il tennista a caldo –, è la mia superficie. Questo è il giorno migliore per me, è la prima volta che vinco su un campo centrale in uno Slam".
Un lunedì da sogno per il tennis italiano
Il tabellone, ora spianato dalle prematuramente eliminazioni di diverse teste di serie illustri, offre scenari inediti per la spedizione azzurra. Cobolli se la vedrà con l'americano Zachary Svajda, giustiziere a sorpresa di Francisco Cerundolo, mentre Berrettini avrà di fronte a sé l'altro argentino Juan Manuel Cerundolo, lo stesso che nei giorni precedenti aveva estromesso dal torneo l'amico e numero uno al mondo Jannik Sinner.
Insieme a loro, a completare il tris azzurro agli ottavi, c'è anche Matteo Arnaldi, anch'egli vincitore di una battaglia durata quasi cinque ore, a testimonianza di un momento di salute del movimento maschile italiano che non si vedeva da tempo sulla terra di Parigi. Per Berrettini, nel frattempo, resta la consapevolezza di aver vinto la sfida più lunga e forse più significativa della sua carriera: un risultato che gli restituisce quella fiducia nel proprio corpo e nella propria mente che sembrava aver smarrito durante il lungo calvario fisico degli ultimi anni.




