A Montecarlo ci sono Berrettini e Musetti, ma Cobolli e Darderi hanno già cambiato tutto
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Redazione Sport
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Mentre il torneo di Montecarlo si prepara ad accogliere i nomi più noti del tennis italiano, da Matteo Berrettini a Lorenzo Musetti, passando per Fabio Fognini – wild card per i suoi meriti storici –, due giovani del 2002 hanno scritto una pagina inattesa della storia recente di questo sport. Domenica 6 aprile, Flavio Cobolli e Luciano Darderi hanno conquistato rispettivamente i tornei Atp di Bucarest e Marrakech, dimostrando che il movimento azzurro non si ferma neppure quando Jannik Sinner è momentaneamente fuori dal circuito.
Cobolli, con il successo in Romania, è diventato il 29° italiano ad alzare un trofeo Atp, aggiungendosi a una lista che oggi conta ben otto giocatori in attività capaci di vincere almeno un titolo. Darderi, pochi minuti dopo, ha fatto ancora meglio: il suo trionfo in Marocco ha portato a 101 i trofei conquistati dall’Italia nell’era Open. Un dato che, come sottolineato da Filippo Volandri ai microfoni della Rai, conferma una crescita strutturale. «Un’altra bella pagina per il tennis italiano – ha detto il capitano della Coppa Davis –. Due successi a distanza di poche ore, con due ragazzi nati nel 2002 che hanno percorso strade diverse ma ugualmente importanti».
Il ranking Atp pubblicato oggi, lunedì 7 aprile, riflette questa tendenza: sette italiani sono presenti nella top 50, un primato che si ripete per la quarta volta nell’era Open. Cobolli, salito alla 53ª posizione, e Darderi, balzato al 54º posto, sono i nuovi volti di una generazione che non si accontenta di vivere all’ombra dei più blasonati. Se Sinner domina la classifica mondiale, infatti, dietro di lui si muove un gruppo sempre più competitivo, capace di regalare soddisfazioni anche quando i riflettori sembrano puntati altrove.




