Final Fantasy Resonance, il primo capitolo della serie in hd-2d che seppellisce il gacha per abbracciare la nostalgia

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un fulmine a ciel sereno, durante l’ultimo Nintendo Direct. Senza che nessun leak avesse potuto rovinare la sorpresa, Square Enix ha finalmente svelato Final Fantasy Resonance, il nuovo episodio che molti attendevano senza nemmeno saperlo. E la notizia, per i puristi del marchio, è doppiamente importante: si tratta del primo capitolo della saga principale a utilizzare la tecnologia HD-2D – quella che ha restituito lustro a titoli come Octopath Traveler e Triangle Strategy – ma anche e soprattutto di un’opera che volta le spalle a ogni logica da free-to-play.

Niente microtransazioni, niente servizi live: l’azienda nipponica, con questa mossa, sembra voler riannodare i fili di un discorso interrotto troppo presto.

L’addio al passato mobile e la rinascita targata Lancarse

La base narrativa, a onor del vero, non è del tutto nuova. Final Fantasy Resonance si innesta infatti sul primo arco narrativo di Final Fantasy Brave Exvius, quel titolo mobile che ha concluso la sua decennale corsa nel 2025. Ma attenzione: chiunque stia pensando a un semplice porting o a una conversione raffazzonata farebbe meglio a ricredersi. Square Enix ha affidato lo sviluppo a Lancarse, lo studio che già conosce l’HD-2D meglio di molti altri, con l’obiettivo preciso di ricostruire l’opera da zero.

Se i personaggi – il cavaliere Rain, l’amico Lasswell, l’ingegnere Lid e la summoner Fina – restano gli stessi della controparte mobile, tutto il resto viene rimodellato per offrire un’esperienza tradizionale e profonda, lontana anni luce dalla frammentazione tipica degli episodi per smartphone.

Meccaniche a turni, “Visioni” e quel tocco di Final Fantasy V

Il sistema di combattimento, come si conviene a un’operazione nostalgia, abbandona l’Active Time Battle per approdare a un più classico turno puro. L’ordine delle azioni scorre in alto allo schermo – ci si capisce al volo – e il fulcro della strategia diventa lo “Stagger” (ovvero l’indebolimento): colpendo i punti deboli elementali dei nemici, questi entrano in crisi, regalando turni extra al party. Il vero fiore all’occhiello, però, risiede nelle cosiddette “Visioni”.

I giocatori possono evocare, equipaggiandoli, gli eroi iconici del passato – Cloud (da VII), Terra (da VI), Y’shtola (da XIV) o il Guerriero della Luce (da I) – che agiscono come una sorta di Stand o Persona, ampliando le mosse del personaggio senza sostituirlo. Le influenze dichiarate dal producer Keisuke Nakashima e dal director Hiroto Furuya, in una serie di interviste rilasciate a caldo, portano dritte al Final Fantasy V, amatissimo per il suo sistema di lavoro. Un chiaro messaggio per chi, da anni, chiedeva un ritorno alla complessità tattica di un tempo.

Addii e conferme: il prezzo della rinascita

Non mancano, ovviamente, gli elementi di contorno che hanno fatto la fortuna della serie. I Chocobo sono tornati, gli Espers – che in questo caso possono essere evocati solo da Fina – vanno scovati in dungeon opzionali, e persino i talkativi nani del villaggio “Forgia dei Nani” accolgono l’eroe con un sonoro “Lali-ho”.

Sarebbe stato facile, per Square Enix, limitarsi a riproporre la grafica in 16 bit dei vecchi capitoli; la scelta dell’HD-2D, invece, conferisce un taglio cinematografico che convive – talvolta in modo stridente, ammettono le prime preview – con i filmati in CGI durante le evocazioni. Ma sono dettagli minori, se confrontati con la portata dell’operazione. Final Fantasy Resonance è un prodotto pensato per chi quella transizione verso l’action in tempo reale non l’ha mai digerita del tutto. Ed è una boccata d’aria pulita, in un mercato saturo di servizi eterni.

Uscita e versioni: tutto il resto

L’uscita è fissata al 22 ottobre su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC (Steam e Microsoft Store). Il prezzo base si attesta sui 49,99 dollari, ma sono già state annunciate una Digital Deluxe Edition (59,99 dollari) e una Collector’s (209,99 dollari) che includono artbook, colonna sonora e una carta promozionale per il gioco di carte collezionabili.

Che questo sia il primo passo verso un rinnovamento più radicale o semplicemente uno spin-of isolato, poco importa: per la prima volta dopo anni, il brand Final Fantasy torna a guardare al proprio passato senza vergognarsene. E per molti veterani, questo basterà a giustificare l’attesa.

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