Final Fantasy Resonance, la recensione: un JRPG classico nato dalle ceneri del mobile

Final Fantasy Resonance, la recensione: un JRPG classico nato dalle ceneri del mobile
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A quasi quarant'anni dal primo capitolo, la domanda su che cosa sia diventato Final Fantasy continua a dividere giocatori di ogni generazione. La risposta più immediata resta quella di un codice visivo e narrativo riconoscibile, ma la verità è che ogni episodio porta con sé un peso diverso a seconda di chi lo ha giocato. Final Fantasy Resonance arriva su questo terreno scivoloso con una premessa insolita: non è un capitolo numerato, non è un remake, ma la riedizione console di un gioco mobile a fine servizio.

Il risultato, stando alle prime valutazioni internazionali, sembra aver superato lo scetticismo iniziale.

Un'operazione editoriale che funziona

Resonance nasce dalle ceneri di Brave Exvius, il gacha mobile rimasto attivo dal 2015 al 2025, e lo fa attraverso un lavoro di riscrittura che il produttore Keisuke Nakashima ha definito integrale: sceneggiatura, dialoghi e persino l'ordine degli eventi sono stati ripensati per una fruizione da salotto, con missioni secondarie completamente nuove. Non si tratta dunque di un porting travestito, ma di un adattamento che elimina le microtransazioni e rimodella la progressione.

La formula ha convinto la stampa specializzata: su Metacritic il gioco si attesta attorno all'85, con una netta prevalenza di valutazioni pari o superiori a 8/10 su quarantaquattro recensioni considerate. La giapponese Famitsu ha assegnato un 36/40, frutto di quattro giudizi indipendenti tutti fissati sul 9/10.

Il sistema delle Visioni e la struttura dei combattimenti

L'elemento che distingue Resonance dagli altri episodi recenti è il meccanismo delle Visioni: spiriti di eroi storici della saga, da Cloud a Squall, che non interferiscono con la trama ma si equipaggiano ai membri del party come un sistema di job intercambiabile. Ogni Visione può essere potenziata fino a un massimo di dieci livelli e le abilità apprese restano disponibili anche dopo la sostituzione, a patto di disporre dei punti necessari.

I combattimenti a turni recuperano la timeline alla Final Fantasy X, la barra dello stagger vista nei remake del VII e le Limit Burst, con la possibilità di triplicare la velocità delle battaglie comuni per chi non ha voglia di indugiare. La difficoltà è regolabile in qualsiasi momento su tre livelli, ma i super boss dell'endgame rappresentano una prova tutt'altro che indulgente.

La durata e il peso del contenuto opzionale

Famitsu ha indicato una campagna principale completabile in un arco compreso tra le venti e le trenta ore, mentre per esaurire ogni contenuto secondario si arriva a sfiorare le settanta. La differenza è notevole e chiama in causa la qualità delle attività facoltative: le missioni secondarie servono a integrare i personaggi creati per la versione mobile e a sbloccare ricompense, ma secondo alcune analisi si risolvono spesso in spostamenti tra località già visitate.

La demo distribuita nei giorni scorsi consente di trasferire i salvataggi nella versione finale, un dettaglio non secondario per chi vuole testare il sistema delle Visioni prima dell'acquisto.

Grafica e sonoro al servizio della nostalgia

Sul fronte estetico, Resonance è il primo Final Fantasy realizzato in HD-2D e diverse recensioni lo indicano come il vertice tecnico raggiunto finora dalla tecnologia di Square Enix, con ambienti curati e una gestione della prospettiva che nasconde passaggi segreti e stanze opzionali. Le musiche portano la firma di Noriyasu Agematsu e comprendono brani cantati e una strumentazione varia, mentre il doppiaggio è disponibile in inglese e giapponese.

Manca però la localizzazione italiana, circostanza che restringe non poco il bacino di utenza potenziale nel nostro paese, anche se il registro linguistico impiegato resta accessibile a chi ha una conoscenza media dell'inglese.

Un'eredità mobile che si sente, ma non troppo

Non tutte le recensioni sono state ugualmente entusiaste. VGC ha assegnato un 3/5, sostenendo che la familiarità dell'impianto finisca per rendere difficile affezionarsi a un cast i cui archetipi prevalgono sulle personalità, e che il momento della raccolta delle Visioni, con i suoi quiz rapidi nei santuari, restituisca una sensazione di superficialità poco consona a un prodotto premium.

La questione dell'eredità mobile resta il principale terreno di discussione: da un lato la selezione ristretta di ventisei Visioni ha eliminato il power creep che affliggeva il gacha, dall'altro alcune soluzioni di design tradiscono l'origine del progetto. Il gioco è atteso per il 22 ottobre 2026 su PC, PlayStation 5, Xbox Series e le due console Nintendo.

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