Final fantasy resonance: il primo capitolo hd-2d della saga arriva a ottobre

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel corso dell’ultimo Nintendo Direct, quello che ormai costituisce l’appuntamento privilegiato per gli annunci a sorpresa della casa di Kyoto, Square Enix ha tolto i veli a Final Fantasy Resonance, un’operazione che segna una svolta netta – forse persino inaspettata – per la storica serie nipponica. Si tratta, infatti, del primo capitolo del franchise a essere interamente realizzato in stile HD-2D, quella tecnica ormai celebre che unisce personaggi in pixel art ad ambientazioni tridimensionali, consegnando allo spettatore un impatto visivo suggestivo e profondamente stratificato.

Chi ha già avuto modo di apprezzare le atmosfere di Octopath Traveler, di Triangle Strategy o del recente Dragon Quest 3 HD-2D Remake si troverà immediatamente a suo agio, sebbene la produzione, come vedremo, presenti delle peculiarità sostanziali dal punto di vista narrativo.

L’eredità di un mobile game e la rinascita in chiave nostalgica

Ciò che rende Final Fantasy Resonance un caso editoriale affascinante – al di là della mera estetica – è la sua origine: il titolo, infatti, non nasce dal nulla, ma rappresenta una ricostruzione completa e sistematica del primo arco narrativo di Final Fantasy Brave Exvius.

Quest’ultimo, per chi non lo ricordasse, era un popolare RPG per dispositivi mobili lanciato nel lontano 2015; una macchina da guerra commerciale che, dopo aver dominato la scena per quasi un decennio, ha infine cessato il suo servizio nella versione internazionale nel 2024, per poi spegnersi definitivamente anche in Giappone nel corso del 2025.

La casa editrice nipponica tiene però a precisare, ed è un dettaglio non da poco, che non ci si trova di fronte a un semplice porting o a una rimasterizzazione raffazzonata: si tratta piuttosto di una re-interpretazione profonda, costruita da zero per diventare un’esperienza console a tutti gli effetti, con meccaniche e un level design pensati per i sistemi casalinghi.

Un sistema di combattimento che guarda al passato (con un occhio alle visioni)

Sul piano prettamente ludico, Final Fantasy Resonance adotta un sistema a turni classico, scartando volutamente il celebre Active Time Battle (ATB) che aveva caratterizzato diverse iterazioni precedenti del brand; una scelta, questa, che strizza l’occhio ai puristi del genere, desiderosi di strategia ragionata più che di reattività immediata.

La novità più interessante, tuttavia, risiede nel meccanismo delle cosiddette “Visioni”: si tratta di echi o cristallizzazioni di eroi provenienti dall’intera storia della serie, i quali – una volta equipaggiati – fungono da vero e proprio sistema di job, concedendo abilità speciali e incrementando le statistiche del personaggio che li ospita.

Tra quelli già confermati, spiccano nomi pesanti come la Guerra (il guerriero oscuro dal primo capitolo), Terra (dal sesto), Cloud (dal settimo), Zidane (dal nono), Shantotto (dall’undicesimo) e Y’shtola (dal quattordicesimo), tutti pronti a intervenire nelle fasi più concitate dello scontro.

La finestra di lancio e il contesto delle piattaforme

L’appuntamento con questa nuova avventura – che ruota attorno alla difesa dei Cristalli, elemento narrativo fondante per la saga – è fissato per il prossimo 22 ottobre, data in cui il titolo debutterà su un ventaglio estremamente ampio di macchine: PC (tramite Steam e Microsoft Store), PlayStation 5, Xbox Series X|S e, fatto saliente per gli amanti della mobilità, entrambe le generazioni della console Nintendo, la ibrida originale e la più recente Switch 2.

La colonna sonora, dal canto suo, mescolerà sapientemente i vecchi temi tratti da Brave Exvius con ben trentatré tracce inedite, appositamente composte per l’occasione, in un perfetto equilibrio tra memoria e innovazione che lascia presagire un prodotto curato nei minimi dettagli.

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