Mosca svela le carte: "Memorandum presentato il 2 giugno a Istanbul"
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Redazione Esteri
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Dopo giorni di attesa, la Russia ha fatto la sua mossa, proponendo all’Ucraina un nuovo round di negoziati diretti fissato per lunedì 2 giugno nella capitale turca, dove le delegazioni dei due paesi si erano già incontrate il 16 maggio, rompendo un silenzio diplomatico durato tre anni. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, che ha anticipato come Mosca intenda presentare in quell’occasione un documento dettagliato, un memorandum che «definisce la nostra posizione» e delinea le condizioni per risolvere «le cause profonde della crisi».
La scelta di Istanbul non è casuale: la Turchia, pur essendo membro della Nato, ha mantenuto un ruolo di mediatore, cercando di bilanciare le pressioni occidentali con gli interessi russi. Lavrov, nel corso di una telefonata con il senatore americano Marco Rubio, ha ribadito che la Russia agisce «in buona fede», ma ha anche lanciato un avvertimento a Berlino, accusando la Germania di essere «coinvolta nel conflitto» e di rischiare, così, un «collasso». Un tono che riflette le tensioni cresciute dopo l’annuncio tedesco di un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev del valore di 5 miliardi, incluso il supporto per la produzione di missili a lunga gittata.
Le richieste di Mosca, secondo fonti vicine ai negoziati, sono chiare: Vladimir Putin chiede ai leader occidentali un impegno scritto per bloccare l’espansione della Nato verso est e la revoca parziale delle sanzioni. Condizioni che, se da un lato potrebbero aprire uno spiraglio per un cessate il fuoco, dall’altro rischiano di essere considerate inaccettabili da Kiev e dai suoi alleati. Intanto, il capo delegazione russo Vladimir Medinsky ha confermato di aver parlato con il ministro della Difesa ucraino Rustam Umerov, sottolineando che la proposta include «una data e un luogo precisi» per discutere lo scambio dei memorandum.




