Mosca svela le carte: "Memorandum in arrivo il 2 giugno a Istanbul"
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Redazione Esteri
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Dopo giorni di attesa, la Russia ha fatto il suo passo, proponendo all’Ucraina un nuovo round di negoziati diretti fissato per il 2 giugno a Istanbul, la stessa città che aveva ospitato il precedente incontro il 16 maggio, il primo in tre anni tra le due delegazioni. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, il quale ha annunciato che Mosca presenterà in quell’occasione un memorandum dettagliato, destinato a "definire la nostra posizione" e a chiarire le condizioni per risolvere "le cause profonde della crisi".
La mossa russa arriva dopo gli avvertimenti di Donald Trump, che aveva sottolineato l’urgenza di un dialogo concreto. Intanto, da Berlino sono stati stanziati altri 5 miliardi in aiuti militari a Kiev, mentre il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha ricevuto assicurazioni dal politico tedesco Friedrich Merz sul supporto per la produzione di missili a lunga gittata. Una notizia che ha spinto Lavrov a rinnovare le critiche verso la Germania, accusata di essere "coinvolta nel conflitto" e di rischiare, secondo Mosca, un "collasso".
Le condizioni poste da Vladimir Putin per una possibile tregua includono, secondo tre fonti vicine ai negoziati, un impegno scritto dei Paesi occidentali a bloccare l’espansione della Nato verso est e la revoca parziale delle sanzioni economiche alla Russia. Intanto, il capo delegazione russo Vladimir Medinsky ha riferito di aver parlato al telefono con il ministro della Difesa ucraino Rustam Umerov, confermando la proposta di un incontro con "data e luogo precisi".




