Ucraina, Berlino sfida Mosca: missili Taurus e la nuova linea di Merz
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Redazione Esteri
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Le tensioni tra Germania e Russia, che sembravano essersi attenuate dopo mesi di stallo diplomatico, hanno ripreso vigore con l’annuncio del cancelliere Friedrich Merz sulla revoca delle restrizioni all’uso di armi occidentali in territorio russo. Una mossa che, sebbene presentata come già operativa da mesi, segna una svolta nella strategia di Berlino, allineandosi alla posizione più aggressiva di Washington e Londra.
"Bruceranno come i tank Leopard", aveva minacciato Mosca in risposta alla possibilità che i missili Taurus tedeschi finissero nelle mani di Kiev. Ora, con la decisione di Merz, quella minaccia sembra avvicinarsi alla realtà. Il cancelliere, che durante la campagna elettorale aveva più volte ribadito l’intenzione di sostenere l’Ucraina senza mezze misure, ha mantenuto la promessa: non solo accelerando il riarmo nazionale, ma anche permettendo a Kiev di colpire obiettivi militari oltre il confine.
La coalizione tra conservatori e socialdemocratici, però, non regge il passo. A soli ventun giorni dall’insediamento, il governo mostra crepe insanabili proprio sulle questioni di politica estera, con i socialdemocratici che accusano Merz di aver "parlato troppo" e di aver inasprito il confronto con Mosca senza una strategia chiara. Intanto, la Russia reagisce con toni sempre più duri, denunciando un’escalation che rischia di trascinare l’Europa in un conflitto più ampio.
Quello che emerge è un quadro in cui Berlino, sotto la guida del nuovo cancelliere, sembra voler recuperare un ruolo da protagonista nello scacchiere internazionale, sfidando apertamente Putin in un momento in cui i negoziati con l’America di Trump restano bloccati. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere l’instabilità interna, con una maggioranza già divisa e un’opposizione pronta a sfruttare ogni incertezza.




