Meloni e Merz a Roma: pressing su Mosca, ma niente truppe in Ucraina
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Redazione Interno
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Alla vigilia dell’insediamento di Papa Leone XIV, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz si sono incontrati a Palazzo Chigi per un confronto bilaterale che, al di là delle formalità diplomatiche, ha ribadito posizioni comuni su Ucraina e Medio Oriente, pur senza strappi significativi. Merz, da poco insediatosi alla guida della Germania, ha condannato senza mezzi termini la Russia per gli attacchi "condotti con immutata ferocia" contro Kiev, definendo i colloqui di tregua "deludenti" e annunciando nuove sanzioni per aumentare la pressione su Mosca.
Sul tema più spinoso – l’invio di truppe occidentali in Ucraina – i due leader hanno però confermato l’allineamento: né Roma né Berlino hanno intenzione di varcare quella soglia. «È stato un incontro molto aperto e concreto», ha dichiarato Meloni, sottolineando come la collaborazione tra Italia e Germania sia «un bene per l’Europa», specie in un momento in cui l’opposizione italiana accusa il governo di isolamento dopo l’esclusione dal format dei "Volenterosi". Una tesi smentita dai fatti, visto che Merz, preceduto dalle smentite del vice cancelliere socialdemocratico Lars Klingbeil, ha voluto chiarire che l’Italia resta un partner strategico.
La questione ucraina, però, non è l’unico fronte caldo. Durante il vertice è emerso anche un appello congiunto per una soluzione alla crisi di Gaza, sebbene i dettagli siano rimasti vaghi. Quello che conta, però, è il segnale politico: Meloni e Merz, nonostante le differenze di schieramento, hanno voluto mostrare una linea coordinata, almeno a parole.




