Pressing di Merz su Trump, ma il presidente Usa frena su Mosca e Kiev: "Accordo improbabile"
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Redazione Esteri
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Washington non crede che Russia e Ucraina siano vicine a un'intesa, nonostante i tentativi di mediazione – più o meno velati – che arrivano da alcune capitali europee. "Dubito che firmeranno qualcosa", ha dichiarato Donald Trump durante l'incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ricevuto alla Blair House con un protocollo che ha sorpreso molti, considerati i precedenti scontri verbali tra il tycoon e Berlino. Un disgelo apparente, quello tra i due, che però nasconde divergenze strategiche, a cominciare dal ruolo della Germania in Europa, definita senza mezzi termini "troppo ingombrante" da alcuni consiglieri della Casa Bianca.
Mentre i droni russi continuano a colpire il nord dell'Ucraina, come accaduto a Pryluky, nella regione di Chernihiv, il Cremlino ha assicurato una risposta all'attacco ucraino che domenica scorsa ha danneggiato decine di bombardieri russi, incluso alcuni dislocati in Siberia. "Agiremo quando i nostri militari lo riterranno opportuno", ha avvertito Dmitry Peskov, lasciando intendere che la replica potrebbe essere più dura del previsto. Intanto, la retorica di Trump sembra oscillare tra l'elogio – "La Germania è un alleato fondamentale" – e il monito: "Il riarmo va bene solo se lo decido io".
Merz, da parte sua, ha evitato toni provocatori, limitandosi a ribadire la necessità di "un'Europa unita nella difesa", senza però ottenere rassicurazioni esplicite. Se i colloqui sono stati definiti "cordiali", la sostanza resta nebulosa. Trump, che ha dominato la conferenza stampa prolungandola ben oltre i tempi previsti, ha preferito concentrarsi sulla critica alla "eccessiva dipendenza europea dagli Usa", mentre il cancelliere tedesco – relegato a un ruolo secondario – ha sorvolato sulle questioni più spinose, come i futuri aiuti militari a Kiev




