Ucraina, via libera alle armi a lunga gittata: Mosca accusa, Berlino non esclude i Taurus

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La decisione della Germania di revocare le restrizioni all’invio di armi a lungo raggio all’Ucraina ha scatenato la reazione immediata di Mosca, che l’ha definita “pericolosa” e in contrasto con qualsiasi prospettiva di soluzione diplomatica. A pronunciarsi è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale, pur senza confermare esplicitamente la fornitura dei missili Taurus – da mesi al centro del dibattito – ha lasciato intendere un cambio di passo nella strategia militare di Berlino.

La mossa, sostenuta anche da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, arriva alla vigilia della visita ufficiale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, atteso domani nella capitale tedesca per colloqui con Merz e il presidente federale Frank-Walter Steinmeier. Fonti vicine al governo, citate dal Der Spiegel, suggeriscono che l’incontro potrebbe includere anche un tentativo di riavviare contatti “tecnici” tra Kiev e Mosca, sebbene le dichiarazioni russe lascino poco spazio all’ottimismo.

Quello che appare chiaro, tuttavia, è il progressivo allineamento della Germania alle posizioni degli alleati occidentali, dopo mesi di esitazioni. Se fino a ieri Berlino evitava di fornire sistemi d’arma in grado di colpire profondamente il territorio russo, temendo un’escalation, ora la linea sembra essersi evoluta, complici le pressioni di Kiev e le difficoltà sul campo. Non a caso, il Radiogiornale ha interpellato Walter Rahue, esperto di relazioni internazionali, per analizzare le implicazioni concrete di questa svolta.

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