Diamond league, infortunio al bicipite femorale per Furlani in Cina: trasportato in barella
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Redazione Sport
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La trasferta cinese di Mattia Furlani, che molti osservatori avevano indicato come uno dei momenti di verifica più interessanti di questa prima parte di stagione all’aria aperta, si è trasformata in un vero e proprio incubo. Nel corso della seconda tappa della Wanda Diamond League ospitata dallo stadio di Xiamen, il giovane campione del mondo del salto in lungo – già artefice di prestazioni di rilievo nei mesi scorsi – è stato costretto a interrompere bruscamente la propria gara dopo un incidente tecnico che ha subito destato preoccupazione tra lo staff tecnico e i compagni di nazionale presenti sugli spalti.
Il quarto salto fatale e l’uscita in barella
Furlani, che aveva aperto la sua serie con un promettente 8,07 metri (vento contrario di -0,1) per poi migliorarsi a 8,13 (-0,2) e poi all’8,28 del terzo tentativo (0,1), si presentava al quarto assalto con l’obiettivo di scalare ulteriormente la classifica che al momento lo vedeva piazzato al terzo posto. Ed è proprio durante la fase di volo di questo quarto salto, in un gesto che il reatino delle Fiamme Oro ha ripetuto migliaia di volte in allenamento, che qualcosa si è spezzato. Un improvviso dolore al bicipite femorale della coscia destra, avvertito con tale intensità da costringerlo ad abbandonare immediatamente la pedana. Sollevato dal personale medico e adagiato su una barella, il fuoriclasse laziale ha lasciato lo stadio sotto lo sguardo attonito del pubblico, senza poter completare una gara che lo vedeva in piena corsa per un podio di prestigio.
Un quadro clinico ancora da definire
La prima diagnosi, formulata sul posto dai sanitari della Diamond League, parla di un infortunio che interessa il bicipite femorale sinistro – anche se alcune fonti avevano inizialmente indicato la coscia destra, creando un alone di incertezza poi chiarito parzialmente nelle ore successive. L’entità esatta della lesione, che potrebbe andare da una semplice contrattura a uno stiramento di grado più serio fino a ipotizzare una parziale o totale rottura del muscolo, sarà valutata soltanto al rientro in Italia. Ulteriori accertamenti strumentali, già programmati per il lunedì successivo alla gara, dovranno fornire risposte precise su tempi di recupero e strategia riabilitativa. Quel che è certo, al momento, è che il giovane azzurro ha concluso la sua trasferta asiatica con un doloroso quarto posto finale – l’8,28 del terzo salto è rimasto l’unico marchio di una prestazione interrotta – e una barella come immagine simbolo di una giornata da dimenticare.
Fabbri e gli altri azzurri: una tappa amara
La tappa di Xiamen si è rivelata complessa anche per un altro dei grandi protagonisti dell’atletica italiana: Leonardo Fabbri, che pure aveva affrontato il viaggio in Cina con ambizioni di rilievo nel getto del peso, non è riuscito a esprimere il suo miglior potenziale. Pur senza infortuni di rilievo, il pesista azzurro ha dovuto fare i conti con una condizione di gara al di sotto delle attese, in una competizione che ha messo in luce le difficoltà tecniche e ambientali della trasferta orientale. Per Furlani, invece, il rientro in Italia – avvenuto o in programma nelle ore successive all’incidente – rappresenta il vero spartiacque: solo dopo la risonanza magnetica e la visita specialistica si potrà tracciare un quadro definitivo di quello che molti tecnici temono possa essere un lungo stop. Il campione del mondo del lungo, da sempre abituato a trasformare le avversità in carburante per le proprie performance, si trova ora ad affrontare la sfida più imprevista e silenziosa: quella contro il proprio.




