Diamond League, Londra incorona Kerr: record mondiale nel miglio, Iapichino terza
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Redazione Sport
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La tappa londinese della Diamond League, undicesimo appuntamento del prestigioso circuito di atletica leggera, ha regalato una serata da incorniciare, impreziosita da imprese storiche e da qualche momento di apprensione. Il London Stadium, gremito in ogni ordine di posto con oltre sessantamila spettatori, è stato teatro di un'impresa che sembrava destinata a restare nei libri di storia per molti anni ancora; lo scozzese Josh Kerr ha infranto il muro del tempo, cancellando dalle tabelle il record mondiale del miglio che resisteva da ventisette anni.
L'atleta di casa ha corso i 1609 metri in 3 minuti e 42 secondi e 66 centesimi, togliendo quasi mezzo secondo al precedente primato di 3'43"13 che apparteneva al marocchino Hicham El Guerrouj, saldo dal lontano 1999 quando fu stabilito all'Olimpico di Roma.
Un'impresa annunciata e preparata nei minimi dettagli
Kerr, classe 1998, già campione mondiale dei 1500 metri nel 2023 e medaglia d'argento olimpica a Parigi 2024, non ha lasciato nulla al caso, e la sua impresa porta la firma del "Project 222", un progetto ambizioso che mirava a fermare il cronometro a 3 minuti e 42 secondi, ovvero esattamente 222 secondi.
Lo scozzese aveva annunciato l'intenzione di abbattere il record già a marzo, strutturando l'intera stagione per essere al top proprio in questa occasione e scegliendo Londra per il calore del pubblico di casa, fattore che si è rivelato decisivo nel trascinarlo verso il traguardo.
La preparazione meticolosa, che ha incluso allenamenti in altura e un time trial di 1200 metri corso a ritmi vertiginosi, ha gettato le basi per una prestazione perfetta; Kerr ha dichiarato che l'ultimo giro è stato semplicemente incredibile, un momento in cui erano rimasti solo lui, le sue scarpe e la pista, a testimonianza di una concentrazione assoluta che gli ha permesso di scrivere il proprio nome nell'albo d'oro dell'atletica.
Alle sue spalle, lo statunitense Yared Nuguse ha chiuso in 3'45"69, mentre il britannico Jake Heyward ha completato il podio con il personale di 3'46"73.
Iapichino terza nel lungo, Duplantis ko
Tra i riflettori puntati sulla pedana del salto in lungo c'era anche l'azzurra Larissa Iapichino, alla prima uscita dopo il clamoroso record italiano di 7,12 metri stabilito a Eugene, che l'ha proiettata tra le grandi del salto in lungo mondiale. A Londra, la fiorentina delle Fiamme Oro non è riuscita a ripetere la magia, fermandosi al terzo posto con la misura di 6,82 metri ottenuta al secondo salto, in una giornata che coincideva con il suo ventiquattresimo compleanno.
La serie della primatista italiana è stata caratterizzata da alti e bassi, con un'apertura a 6,45, il picco a 6,82, un 6,50 al terzo tentativo e due salti nulli, per poi chiudere a 6,55, dimostrando una certa difficoltà nel trovare la continuità di prestazione dopo l'exploit di Eugene.
A trionfare nella gara è stata la tedesca Malaika Mihambo, che con un salto di 7,05 metri ha conquistato la vittoria, mentre la statunitense Claire Bryant ha strappato il secondo posto all'ultimo salto, fermandosi a 6,94 metri e superando proprio l'italiana sul filo di lana.
La serata, però, è stata offuscata dall'infortunio di Armand Duplantis, il fuoriclasse svedese del salto con l'asta, che ha dovuto alzare bandiera bianca a causa di un problema muscolare alla coscia, gettando un'ombra di preoccupazione in vista dei prossimi impegni. Lo svedese ha avvertito il dolore durante la competizione e, dopo aver comunque superato la misura di 5,95 metri, ha preferito interrompere la gara per non rischiare conseguenze peggiori, lasciando così la vittoria all'americano Sam Kendricks, che ha eguagliato la stessa altezza.
Lo stesso Duplantis, in un'intervista, ha confidato di aver avvertito il problema già durante il salto a 5,85 metri e di averlo sentito peggiorare dopo il 5,95, manifestando la speranza che si tratti solo di un infortunio di poco conto e che il riposo forzato gli permetta di recuperare in tempo per i campionati europei di Birmingham, in programma ad agosto, sottolineando come la pausa sia in questo momento l'unica soluzione possibile.
Altri protagonisti e risultati di spicco
La tappa di Londra ha messo in mostra anche altre prestazioni di assoluto livello. Nei 100 metri maschili, il nigeriano Kayinsola Ajayi ha stupito tutti fermando il cronometro a 9"84, battendo il campione del mondo in carica, lo jamaicano Oblique Seville, fermo a 9"87.
Nel mezzofondo, l'americano Brandon Miller ha vinto gli 800 metri con il tempo di 1'42"19, mentre nei 400 metri ostacoli il norvegese Karsten Warholm ha dominato la scena con il tempo di 46"61, nuovo record del meeting e miglior prestazione mondiale stagionale, confermando il suo status di numero uno al mondo. Tra le donne, la velocista di Saint Lucia Julien Alfred ha vinto i 200 metri, e la britannica Keely Hodgkinson ha conquistato la vittoria negli 800 metri femminili, regalando ulteriori soddisfazioni al pubblico di casa.




