Gallarate, morto il bambino di 5 anni investito in via Arconti: era sfuggito al papà

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non ce l’ha fatta Shahryar, il bambino di 5 anni investito lunedì pomeriggio in via Vittorio Arconti, nel quartiere Cedrate di Gallarate, in provincia di Varese. Il decesso è avvenuto nella tarda mattinata di giovedì 15 ottobre all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove il piccolo era ricoverato da tre giorni in condizioni gravissime.

La dinamica dell’incidente

Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri della Compagnia di Gallarate, il bambino si trovava con il padre nei pressi della fermata dell’autobus quando, in pochi istanti, è sfuggito al suo controllo e ha raggiunto la carreggiata. Proprio in quel momento sopraggiungeva una Nissan Micra condotta da una donna di 80 anni, che ha frenato bruscamente senza riuscire a evitare l’impatto.

L’urto è avvenuto lungo un tratto rettilineo di via Arconti, a breve distanza da un attraversamento pedonale. Il piccolo è stato sbalzato sull’asfalto e ha riportato traumi multipli e una consistente perdita di sangue. La chiamata al numero unico di emergenza 112 è partita alle 16.38, quando diversi presenti hanno allertato i soccorsi.

I soccorsi e il trasferimento a Bergamo

In via Arconti è scattata una mobilitazione imponente: sul posto sono intervenute due ambulanze della Croce Rossa, una di Gallarate e una di Busto Arsizio, insieme a un’automedica e all’elisoccorso decollato da Milano. I sanitari hanno prestato le prime cure al bambino direttamente sull’asfalto e, data la gravità delle condizioni, hanno proceduto all’intubazione sul posto prima del trasporto in codice rosso.

Il piccolo è stato quindi trasferito d’urgenza in elicottero al trauma center dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, struttura specializzata nella gestione dei traumi pediatrici più complessi. Durante il volo, il padre ha accompagnato il figlio.

Il quadro giudiziario

La conducente dell’utilitaria, una donna di 80 anni, era stata inizialmente iscritta nel registro degli indagati per lesioni stradali gravi, come atto dovuto. Dopo il decesso del bambino, il pubblico ministero Giulia Grillo procederà alla riqualificazione dell’ipotesi di reato in omicidio stradale, una volta acquisita la documentazione sanitaria dall’ospedale di Bergamo.

Sulla dinamica dell’investimento sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, che dovranno chiarire l’esatta velocità del veicolo e le condizioni di circolazione al momento dell’impatto.

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