Sandokan, il praho naviga verso una seconda stagione dopo il trionfo d'ascolti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre la sua imbarcazione, il praho, scompareva all'orizzonte di un oceano Indiano che la finzione televisiva ha collocato senza troppi problemi nei pressi di Tropea, per molti spettatori è diventato chiaro che l'addio alla "Tigre della Malesia" interpretata da Can Yaman non sarebbe stato definitivo. Il finale aperto, unito a un dato di fatto incontrovertibile come l'audience, che anche nell'ultima serata ha superato il 25% di share, ha creato le premesse ideali per immaginare nuovi capitoli. Una logica, questa, che i produttori sembrano aver abbracciato senza esitazioni, convinti dall'ormai celebre principio secondo il quale "fin che il praho va lascialo andare". La serie, che ha chiuso la sua prima avventura conquistando oltre quattro milioni di telespettatori, ha dunque dimostrato di saper tenere incollati allo schermo una fetta ampia di pubblico, riportandolo verso le acque familiari dell'isola di Mompracem e delle sue intricate vicende.

Un successo che ha anticipato ogni presentazione ufficiale

Quel che colpisce, al di là dell'indubbio impatto popolare, è la tempistica delle decisioni prese alle spalle del progetto. Rai Fiction e Lux Vide, le società produttrici, hanno mostrato una fiducia nel prodotto così granitica da muoversi con notevole anticipo. L'ordine per una seconda stagione, infatti, sarebbe stato formalizzato già nel mese di giugno, in un periodo in cui la serie con Can Yaman nel ruolo del protagonista non era stata ancora sottoposta al giudizio della stampa specializzata o di una platea ufficiale di critici. Una mossa che, se da un lato potrebbe apparire azzardata, dall'altro si è rivelata perfettamente calibrata sui numeri che poi lo show avrebbe effettivamente registrato, trasformando la scommessa in una semplice lungimiranza industriale.

Le basi già gettate per il futuro della serie

La conferma del rinnovo, circolata con insistenza dopo le dichiarazioni del regista e poi ripresa da varie fonti specializzate, non lascia dunque spazio a molti dubbi. Sandokan tornerà, e con lui probabilmente riprenderanno il largo anche gli altri personaggi che hanno popolato la narrazione, pronti ad affrontare quelle che vengono promesse come nuove avventure e cambiamenti significativi. Tra le voci che alimentano il dibattito fra gli appassionati, c'è poi quella, non ufficiale ma persistente, sul possibile ritorno di Kabir Bedi, l'indimenticabile interprete del personaggio nella storica versione degli anni Settanta, un elemento che getterebbe un ponente ideale tra diverse generazioni di telespettatori.

I dati che hanno reso inevitabile il proseguimento

A rendere quasi scontata la decisione di proseguire il viaggio sono stati, in definitiva, i numeri robusti e costanti che hanno accompagnato tutta la messa in onda. Oltre quattro milioni di spettatori per l'episodio conclusivo, con picchi di share che hanno toccato e superato il 26%, rappresentano un risultato di cui pochi programmi, nella televisione generalista odierna, possono vantarsi. A questi si aggiunge il riscontro positivo raccolto sui social network, dove il tributo di complimenti da parte del pubblico è stato ampio e caloroso, indicando un coinvolgimento che va al di là della semplice misurazione quantitativa. La fiction, nonostante alcuni limiti narrativi e di produzione emersi più chiaramente proprio nel gran finale, ha saputo ritagliarsi uno spazio solido nel palinsesto, dimostrando che certi archetipi avventurosi, se aggiornati con le giuste modalità, conservano intatto il loro potenziale di intrattenimento.

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