Sandokan, il praho naviga verso una nuova stagione tra successo e conferme
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre la sagoma del praho, quello stesso vascello che aveva solcato le acque televisive collocate, con una certa licenza narrativa, nei pressi di Tropea, svaniva all'orizzonte dell'oceano Indiano, per molti spettatori è diventato chiaro che separarsi dalla Tigre della Malesia non sarà affare semplice. L'addio, infatti, è solo un arrivederci, dettato non soltanto da un finale che deliberatamente lascia spiragli aperti, ma soprattutto dai numeri lusinghieri che hanno accompagnato la serie fino all'ultimo episodio, il quale ha saputo catturare, ancora una volta, un quarto del pubblico televisivo. Un successo di audience, quello consolidato nella serata del martedì, che si è rivelato la chiave di volta per immaginare e progettare futuri sviluppi narrativi, in un meccanismo produttivo che, in fondo, si potrebbe riassumere con l'adagio «finché il praho va lascialo andare».
Il traguardo di una prima stagione trionfale
La chiusura di questa prima sa avventura ha rappresentato un autentico trionfo, capace di radunare davanti agli schermi oltre quattro milioni di persone, una cifra che, tradotta in share, supera il 26 per cento e che si è rapidamente trasformata in un fiume di consensi e complimenti sui social network. Un risultato, quest'ultimo, che non ha sorpreso gli addetti ai lavori, considerando come Rai Fiction e Lux Vide avessero già mostrato una fiducia granitica nel progetto, al punto da commissionare una seconda stagione con largo anticipo, nello scorso giugno, in un periodo in cui la serie con il protagonista Can Yaman non era stata ancora sottoposta al vaglio della stampa specializzata e della critica.
La strada già spianata per il sequel
La conferma ufficiale dell'esistenza di "Sandokan 2" è dunque giunta, circolando rapidamente in rete attraverso le dichiarazioni di fonti vicine alla produzione, ed è stata successivamente avallata dalle parole del regista stesso. La fiction, che ha visto l'interpretazione di Can Yaman nei panni dell'eroe creato da Emilio Salgari, tornerà dunque sul piccolo schermo, promettendo ai suoi appassionati nuove avventure e evoluzioni significative per l'intero cast di personaggi, a partire proprio dal protagonista. Il rinnovo, del resto, appare come la logica conseguenza di un exploit che ha superato molte aspettative, dimostrando come l'operazione abbia saputo conquistare il grande pubblico.
Le prospettive e i possibili nuovi volti
Con il cantiere della seconda stagione ormai aperto, iniziano naturalmente a circolare le prime indiscrezioni sul futuro della serie, inclusa la suggestiva, sebbene non confermata, partecipazione di Kabir Bedi, l'indimenticabile interprete della versione storica della Tigre della Malesia. Il progetto si prepara quindi a salpare di nuovo, sostenuto da un vento favorevole di consensi e da un'audience che ne ha decretato il meritato successo, mentre la produzione lavora per definire i tempi di realizzazione e, successivamente, di messa in onda delle nuove puntate.




