Sandokan, la nuova Tigre arriva in Calabria
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa per il ritorno di uno dei personaggi più amati della letteratura d’avventura è finalmente giunta al termine. Da lunedì 1° dicembre, infatti, Rai 1 proporrà in prima serata “Sandokan”, una serie evento che, producendo un rinnovato adattamento della saga salgariana, ambisce a conquistare un nuovo pubblico. La produzione, curata da Lux Vide – società facente parte del gruppo Fremantle – in collaborazione con Rai Fiction, dopo essere stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, si avvale di un cast internazionale e di una regia affidata a Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. L’idea originale di Luca Bernabei ha trovato sviluppo narrativo grazie alla scrittura di Alessandro Sermoneta, Scott Rosenbaum e Davide Lantieri, i quali hanno ridisegnato per il piccolo schermo le epiche gesta del corsaro.
Labuan ha le radici in Italia
Mai, neanche nei loro sogni più bizzarri, i calabresi avrebbero potuto immaginare un simile scenario: Labuan, storico presidio britannico nelle acque del Borneo e sfondo delle avventure di Sandokan, è sorta a Lamezia Terme. Il versante tirrenico della provincia di Catanzaro, noto come la Riviera dei Tramonti, si è trasformato nella ‘nuova’ Labuan per le riprese della serie. È in questi luoghi, dove il paesaggio italiano si presta a evocare l’esotismo orientale, che Can Yaman, nei panni della Tigre di Mompracem, vive le sue prime battaglie affiancato da Alessandro Preziosi e dall’internazionale Ed Westwick. Un confronto con il passato, che molti ricordano, è inevitabile: Kabir Bedi, protagonista dell’iconico adattamento degli anni Settanta, rimane un punto di riferimento, ma la nuova produzione punta a scrivere un capitolo autonomo.
Il racconto di un'avventura senza tregua
La trama, che si dipanerà per tre settimane consecutive sempre in prima serata, vedrà Sandokan dirigersi verso le miniere di antimonio del Sultano con l’intento di depredarle, mentre l’implacabile Brooke, affiancato dal Sergente Murray, gli dà una caccia serrata. Parallelamente, la storia di Marianna, inizialmente vissuta come un incubo, subirà una profonda evoluzione quando la donna, vedendo con i propri occhi gli orrori commessi dagli inglesi nelle terre da loro occupate, inizierà a cambiare la sua prospettiva. La narrazione, evitando di indugiare in dettagli superflui, si concentra sull’intreccio d’azione e sulla maturazione dei personaggi, mantenendo un ritmo incalzante.
La genesi di un ruolo epico
“Tu sei terrorizzato, stai tranquillo”: con queste parole, pronunciate in un tono confidenziale, Mara Venier ha voluto rassicurare Can Yaman durante la sua apparizione a *Domenica In*. L’attore, protagonista della serie, ha affrontato l’intervista mostrando una padronanza completa della lingua italiana e una notevole proprietà di linguaggio, raccontandosi anche attraverso dettagli personali e intimi, sebbene abbia mantenuto un riserbo assoluto riguardo alla sua vita privata e sentimentale. Yaman ha definito quello di Sandokan “il ruolo della sua vita”, un’affermazione che racchiude l’importanza di un’interpretazione destinata a segnare la sua carriera, lodando al contempo le donne italiane per la loro calorosa accoglienza.




