Can Yaman è Sandokan, dal primo dicembre su Rai Uno arriva la nuova serie evento
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa, dopo un percorso creativo lungo e complesso, è finalmente giunta al termine. Da lunedì 1 dicembre, il volto della Tigre della Malesia avrà i tratti di Can Yaman, protagonista dell’adattamento televisivo della saga salgariana, prodotto da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction. La serie, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, approda in prima serata sul primo canale della Rai e su Tivùsat, proponendo una rilettura moderna e spettacolare delle avventure del pirata più celebre della letteratura italiana. Nata da un’idea di Luca Bernabei, la sceneggiatura è stata sviluppata, tra gli altri, da Alessandro Sermoneta, Scott Rosenbaum e Davide Lantieri, mentre la regia è affidata a Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo.
Un progetto internazionale per un mito senza tempo
La scelta di investire in un’opera di tale portata, che ambisce a confrontarsi con le produzioni internazionali più ambiziose, sottolinea l’intenzione di rilanciare un personaggio iconico attraverso un linguaggio visivo aggiornato e un’estetica marcatamente cinematografica. La storia, ambientata nel Borneo del XIX secolo, ripercorre le gesta di Sandokan e la sua lotta contro le forze coloniali, temi che, pur nella cornice avventurosa, conservano una loro attualità. Per ricreare quel mondo lontano ed esotico, la produzione ha fatto ricorso a un mix di location italiane di grande suggestione e a tecnologie all’avanguardia, un accorgimento che promette di trasportare gli spettatori in atmosfere ricche di dettagli e di impatto visivo, pur senza muoversi dai confini nazionali.
Il protagonista tra schermo e vita privata
Can Yaman, interprete principale dell’opera, ha recentemente avuto modo di presentare il lavoro durante una visita a Domenica In, il programma condotto da Mara Venier. In quell’occasione, l’attore, perfettamente a suo agio nel parlare della serie e del suo personaggio, ha mostrato un imbarazzo più marcato quando le domande della conduttrice hanno tentato di virare verso aspetti più personali della sua vita, soprattutto in merito alle sue opinioni. Un atteggiamento che ha delineato, in controluce, la netta separazione che Yaman sembra voler mantenere tra la sfera professionale, nella quale si muove con disinvoltura, e quella privata, tenuta rigorosamente fuori dai riflettori.
L'eredità di Salgari in una nuova veste
Riportare Sandokan in televisione, a distanza di anni dalle celeberrime interpretazioni del passato, rappresenta una scommessa audace. Il progetto punta a catturare non solo il pubblico affezionato ai romanzi di Emilio Salgari, ma anche quello più giovane, abituato a ritmi serrati e a una spettacolarità di ampio respiro. La costruzione di un cast internazionale, unita a un lavoro di pre-produzione meticoloso sulle ambientazioni, suggerisce un investimento importante, sia in termini economici che di impegno creativo, finalizzato a costruire una narrazione avvincente e di qualità, capace di reggere il confronto con le offerte delle piattaforme streaming globali.




