Strage nella chiesa mormone del Michigan, ex marine semina morte e fuoco
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Redazione Esteri
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Un silenzio irreale, rotto soltanto dal crepitio delle fiamme e dalle sirene dei soccorsi, è calato su Grand Blanc Township. Vigili del fuoco e investigatori stanno setacciando le rovine annerite della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, trasformata da un luogo di preghiera in un inferno.
La tragedia durante la funzione
L’assalto si è consumato ieri mattina alle 10.25, durante la consueta funzione domenicale. I fedeli sono stati bruscamente interrotti da una sequenza di spari, ai quali ha fatto seguito il divampare delle fiamme. Molti sono fuggiti all’esterno, mentre altri, rimasti intrappolati all’interno, hanno affrontato un duplice, letale pericolo.
Il metodo spietato dell'aggressore
L’aggressore, un ex marine, ha condotto l’attacco con metodo spietato. Ha dapprima fatto irruzione schiantando un pick-up contro l’edificio, per poi aprire il fuoco indiscriminatamente con un fucile. Il bilancio, non definitivo, parla di almeno quattro vittime e otto feriti, tra cui una persona in condizioni critiche. Gli inquirenti temono di trovare altri corpi tra le macerie.
Le fiamme e l'intervento della polizia
Dopo la sparatoria, l’uomo ha appiccato le fiamme, dando fuoco alla chiesa. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha posto fine alla sua follia: l’ex marine è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalla polizia. Le operazioni di spegnimento hanno richiesto ore, lasciando solo uno scheletro di travi annerite.
Le indagini in corso
Le indagini, coordinate da autorità locali e federali, sono complesse a causa della doppia natura dell’attacco. Gli investigatori analizzano la scena non solo per ricostruire la dinamica e identificare tutte le vittime, ma anche per comprendere i moventi che hanno spinto l’uomo a colpire quella congregazione, un punto di riferimento ora ridotto a una ferita aperta per l’intera comunità.




