Ferie d'ufficio cancellate ai precari, il tribunale condanna il Ministero al risarcimento

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La pratica, tutt'altro che isolata, di collocare in ferie d'ufficio il personale scolastico supplente durante i periodi di sospensione dell'attività didattica, subisce un nuovo e netto stop da parte della magistratura. Il tribunale del Lavoro di Lanciano, come riporta un comunicato dell'Anief, ha infatti stabilito l'illegittimità di tale procedura quando sia attuata senza un'adeguata informativa e, soprattutto, senza aver verificato la reale possibilità per il docente di fruire di quei giorni di riposo. La sentenza, di conseguenza, ha condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a risarcire un insegnante precario con una somma superiore ai seimila euro, riconoscendo il danno subito per i giorni di ferie "bruciati" in modo coatto.

Un trend nazionale in crescita costante

Quello di Lanciano non è che un tassello di un fenomeno più ampio, il quale vede un'impennata delle cause di lavoro in materia di retribuzioni e, appunto, di trattamento delle ferie. Presso il tribunale di Firenze, per fare un esempio significativo, si è registrato un incremento del 58% dei nuovi procedimenti negli ultimi quattro anni. "La sezione lavoro sta affrontando un notevole incremento delle nuove cause", ha spiegato il presidente della sezione Lavoro, Carlo Chiriaco, sottolineando come il trend, emerso verso la fine del periodo pandemico, continui a crescere senza stabilizzarsi. Da una parte, si moltiplicano i casi di datori di lavoro che non liquidano le ultime retribuzioni; dall'altra, i docenti, e non solo, sono sempre più intenzionati a rivendicare i propri diritti negati.

Il rafforzamento giurisprudenziale da Milano

A fornire un ulteriore e solido argomento a sostegno di queste rivendicazioni, interviene una recentissima pronuncia della Corte d'Appello di Milano. Con la sentenza numero 1034 del dicembre 2025, i giudici milanesi hanno infatti confermato che le ferie non godute dai docenti precari devono essere integralmente pagate. Nel caso specifico, su ricorso di un insegnante patrocinato dalla UIL Scuola Lombardia, il Ministero è stato condannato al pagamento di oltre diecimila euro. L'importo risarcisce il precario per essere stato obbligato a fruire delle ferie nei giorni non festivi delle vacanze natalizie, di carnevale e pasquali, un arco temporale che dalla ricostruzione dei fatti andava dall'anno scolastico 2018/2019 fino al 2023/2024.

Le definizioni transattive accelerano i tempi

Parallelamente, si sta affermando una dinamica processuale che sta accelerando la conclusione di molte vertenze nel pubblico impiego. Sempre più spesso, le cause relative alle ferie non godute si chiudono infatti in tempi rapidi, talvolta senza neppure arrivare a una sentenza definitiva. Ne sono una prova due procedimenti definiti in via transattiva, negli ultimi giorni del dicembre 2025, presso i tribunali di Roma e Piacenza: entrambi si sono risolti in meno di un anno, con il riconoscimento di indennizzi complessivi superiori ai cinquantacinquemila euro, a cui si sono aggiunte le spese legali. Una tendenza, questa, che sembra indicare una maggiore propensione a trovare una composizione della lite una volta che la giurisprudenza, ormai consolidata, chiarisce i termini della questione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.