L'inflazione a settembre confermata all'1,6%: dinamiche contrastanti per alimentari ed energetici
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L'inflazione non frena e a settembre 2024 si conferma al +1,6% su base annua, replicando il dato di agosto. Il quadro complessivo è stabile, ma nasconde dinamiche contrapposte che continuano a pesare sulle famiglie. Rilevante, su base mensile, la lieve flessione dello 0,2% dell'indice nazionale al netto dei tabacchi.
Tensioni persistenti sui prezzi alimentari
L'analisi disaggregata rivela tensioni significative. I prezzi dei beni alimentari non lavorati rimangono molto elevati, nonostante un rallentamento (+4,8% da +5,6%). Allo stesso tempo, gli alimentari lavorati accelerano ulteriormente, passando dal +2,7% al +3,0%, segnale che le spinte inflattive nel settore sono ancora forti.
Andamenti divergenti del comparto energetico
La componente energetica mostra andamenti preoccupanti. I prezzi degli energetici regolamentati impennano al +14,0% (da +12,9%). Parallelamente, i prezzi degli energetici non regolamentati mostrano una ripresa, passando da -6,3% a -5,2%, un'inversione di tendenza che potrebbe aumentare la pressione inflattiva nei prossimi mesi.
Il carrello della spesa: una magra consolazione
Il cosiddetto carrello della spesa rallenta lievemente (+3,2% da +3,4%), ma non porta un reale alleggerimento. L'Unione Nazionale Consumatori parla di "magra consolazione". L'aggregato di alimentari e bevande analcoliche scende al 3,8%. Un miglioramento minimo che non cambia la sostanza: l'aggravio di spesa annuale per le famiglie ammonta ancora a diverse centinaia di euro.




