L'inflazione a ottobre segna un timido 1,2%, ma il carrello della spesa non dà tregua

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo una fase di progressivo rallentamento, l'indice dei prezzi al consumo in Italia ha registrato a ottobre un'inversione di tendenza, attestandosi su un +1,2% su base annua, come confermato dalle stime preliminari dell'Istat. Questo dato, seppur contenuto, interrompe la fase di raffreddamento che aveva caratterizzato i mesi precedenti e si accompagna a una variazione congiunturale positiva dello 0,3% rispetto a settembre. La spinta inflazionistica, sebbene mitigata, trova i suoi propulsori principali in due settori cruciali per il bilancio delle famiglie: i beni energetici non regolamentati e i prodotti alimentari freschi, i quali, nonostante tutto, tornano a gravare in maniera più significativa sulle tasche dei consumatori.

Il quadro europeo e il peso della fiscalità

Nel confronto con i partner continentali, l'Italia continua a posizionarsi in una situazione relativamente favorevole, presentando un tasso d'inflazione inferiore alla media dell'area euro, che nello stesso periodo si è assestata sul +2,1%. Questo scenario, per certi versi positivo, non cancella però la peculiarità del sistema nazionale, che si conferma essere il sesto paese nell'Unione Europea per pressione fiscale. Un elemento, quest'ultimo, che incide strutturalmente sul potere d'acquisto e sulla composizione stessa della spesa delle famiglie, le quali devono fare i conti con un carico tributario tra i più elevati del continente.

Le dinamiche dei settori trainanti e l'analisi del Codacons

A trainare il rallentamento del tasso d'inflazione nazionale sono state soprattutto le flessioni nel comparto energetico, dove i beni regolamentati – quelli, per intenderci, soggetti a meccanismi di tutela – hanno compiuto un vero e proprio tonfo, passando da un +13,9% di settembre a un -0,8% di ottobre. Il Codacons, nel commentare i dati, ha fornito un'analisi dettagliata di questa dinamica, evidenziando come i prezzi dell'energia elettrica nel mercato tutelato abbiano frenato bruscamente, scendendo da un +20,5% a un appena +0,1%, mentre per il gas si è addirittura accentuata la discesa, da -4,2% a -10,9%. Tuttavia, proprio l'associazione dei consumatori ha sottolineato come questo andamento, sebbene positivo nel breve termine, potrebbe rivelarsi fragile con l'arrivo della stagione fredda e l'accensione dei riscaldamenti, fattori che tradizionalmente spingono al rialzo la domanda e, di conseguenza, le quotazioni.

Il carrello della spesa: dove i rincari persistono

Nonostante il quadro generale mostri un'inflazione in rallentamento, permangono delle aree di criticità che continuano a erodere il budget delle famiglie. Se il cosiddetto "carrello della spesa", che raggruppa gli alimentari e i beni di prima necessità, ha mostrato una frenata – scendendo dal +3,1% al +2,3% –, i rincari in settori come la ristorazione e i servizi ricettivi rimangono più sostenuti. Il Codacons ha calcolato che, nonostante il calo, l'aggravio annuo per una famiglia tipo si attesta comunque su 387 euro, una cifra che sale a 548 euro per un nucleo familiare con due figli. L'Istat, dal canto suo, ha spiegato che la discesa complessiva è stata guidata in gran parte dal crollo degli energetici e dal calo degli alimentari non lavorati, scesi dal +4,8% al +1,9%, un segnale che, seppur positivo, non basta a placare del tutto le preoccupazioni per la tenuta dei consumi interni.

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