Il calendario del bando Isi 2025: domande dal 13 aprile al 28 maggio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
L’INAIL, con un comunicato diffuso nella giornata del 2 marzo 2026, ha ufficialmente delineato le tempistiche per la presentazione delle istanze relative al bando Isi 2025, fornendo così un quadro definitivo dopo la pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta lo scorso 18 dicembre. Le imprese interessate a ottenere i contributi a fondo perduto, il cui stanziamento complessivo ammonta a 600 milioni di euro, potranno compilare e inviare la propria domanda di partecipazione a partire dal 13 aprile e fino al 28 maggio 2026, esclusivamente per via telematica attraverso l’apposito servizio reso disponibile sul portale dell’Istituto. Questa misura, giunta alla sua sedicesima edizione, porta il totale delle risorse pubbliche destinate, dal 2010 a oggi, al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a oltre 4,7 miliardi di euro.
La procedura informatica, che richiederà alle aziende di raggiungere un punteggio soglia non inferiore a 130 punti per poter inoltrare la propria richiesta, si articolerà in diverse fasi, tutte gestite a distanza per garantire la massima partecipazione e semplificare gli adempimenti burocratici. Le risorse, ripartite tra le varie regioni e province autonome in base ai diversi assi di finanziamento, verranno assegnate seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, un meccanismo, questo, che impone una certa sollecitudine operativa da parte dei potenziali beneficiari. Tra le novità più rilevanti dell’edizione 2025, che si inserisce in un quadro strategico europeo attento all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità, vi è la possibilità di affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, selezionabile tra quelli previsti per ciascun asse, che potrà godere di una copertura fino all’80% del suo valore, entro il limite massimo complessivo di 130mila euro.
Gli assi di intervento e l’integrazione con la sostenibilità
I fondi, che vengono erogati a fondo perduto, sono distribuiti su cinque assi principali di intervento, ciascuno dei quali risponde a specifiche esigenze e tipologie di rischio. Al primo asse, dedicato alla riduzione dei rischi tecnopatici e all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, sono destinati 105 milioni, di cui 93 per interventi su rischio chimico, rumore e movimentazione manuale di carichi, e 12 per l’ottenimento di certificazioni come la ISO 45001. Per il secondo asse, che finanzia progetti mirati alla prevenzione dei rischi infortunistici – si pensi, a Titolo esemplificativo, alla sostituzione di macchinari obsoleti o alla messa in sicurezza contro le cadute dall’alto – lo stanziamento è di 175 milioni, mentre 140 milioni sono riservati al terzo asse per la bonifica di materiali contenenti amianto.
Particolare attenzione viene riservata, attraverso il quarto asse con una dotazione di 90 milioni, alle micro e piccole imprese operanti in settori produttivi specifici, agevolandole nell’acquisto di attrezzature più sicure. Il quinto asse, anch’esso con 90 milioni, è interamente dedicato al settore agricolo, con una sotto-sezione specifica per i giovani agricoltori, i quali, al pari di chi investe in modelli organizzativi, possono beneficiare di una percentuale di contributo elevata all’80% rispetto al 65% standard. L’introduzione dell’intervento aggiuntivo, che spazia dall’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione energetica in abbinamento alla rimozione dell’amianto all’acquisto di dispositivi di protezione individuale intelligenti, testimonia la volontà dell’Istituto di promuovere un approccio integrato, in cui la tutela della salute dei lavoratori si coniuga con l’efficienza energetica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Requisiti di accesso e modalità di partecipazione
Possono accedere ai finanziamenti tutte le imprese, incluse quelle individuali, che risultino iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA) e che, al momento della domanda, siano in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi, come attestato dal Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC). Un elemento di novità, volto a rafforzare il principio di premialità per le aziende virtuose, riguarda l’attribuzione di punteggi bonus a quelle in possesso di certificazioni ambientali come la ISO 14001 o l'EMAS, nonché per le imprese agricole iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. Il punteggio, oltre che dalle certificazioni, viene determinato dalla dimensione aziendale, dalla rischiosità della lavorazione e dall'efficacia del miglioramento proposto, con la possibilità di raggiungere la soglia minima di 130 punti anche attraverso la condivisione del progetto con le rappresentanze sindacali dei lavoratori per la sicurezza.
La fase di compilazione delle domande, che si aprirà il 13 aprile, richiederà alle imprese di predisporsi per tempo, raccogliendo tutta la documentazione tecnica necessaria e, come previsto dalle nuove disposizioni di legge, stipulando una polizza assicurativa contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, divenuta requisito essenziale per l’ammissibilità. L’intera procedura, dall’inserimento dei dati all’invio telematico, dovrà essere gestita con la massima attenzione per evitare errori che potrebbero precludere l’accesso ai contributi, considerato che l’assegnazione delle risorse avverrà fino al loro esaurimento in base all’ordine cronologico di ricezione delle istanze. L’INAIL, attraverso una pagina web costantemente aggiornata e un percorso guidato sulla piattaforma, ha messo a disposizione degli utenti tutti gli strumenti, inclusi gli allegati tecnici e gli avvisi regionali, per supportare le aziende in ogni fase della candidatura.




