Vertice Sco: un nuovo ordine mondiale in vista?

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il 4 luglio, Astana, la capitale del Kazakistan, è stata teatro di un importante incontro internazionale. I leader dei paesi membri dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) si sono riuniti per discutere questioni di rilevanza globale. La Sco comprende Russia, Cina, India, Pakistan, Iran, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan.

Partecipanti al vertice

Oltre ai membri effettivi, il vertice ha visto la partecipazione di leader di due paesi osservatori, Bielorussia e Mongolia, e rappresentanti di cinque nazioni ospiti: Turchia, Azerbaigian, Turkmenistan, Qatar e Emirati Arabi Uniti. Inoltre, sette organizzazioni internazionali, tra cui l'Onu, la Csi, la Csto, la Cica, l'Eco, l'Uee e l'Iofs, hanno inviato i loro rappresentanti.

Erdogan e il conflitto ucraino

Durante il vertice, è emerso che il presidente turco Erdogan non avrebbe avuto un ruolo di mediatore nel conflitto ucraino. Questa informazione è stata confermata dal portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. Il tema del conflitto in Ucraina è stato discusso durante l'incontro tra Erdogan e il presidente russo Vladimir Putin.

Putin e Xi: verso un ordine mondiale multipolare

Un altro punto saliente del vertice è stato l'incontro bilaterale tra Putin e il presidente cinese Xi. Entrambi i leader hanno sottolineato l'importanza di promuovere un ordine mondiale multipolare. Hanno inoltre discusso di "tutte le questioni", come ha dichiarato Peskov. Secondo i due leader, ogni conferenza di pace sull'Ucraina che non coinvolga la Russia non avrebbe prospettive di successo.

La Sco e l'ordine globale occidentale

La Sco è vista come la risposta di Russia e Cina all'ordine globale occidentale. Con questo vertice, Putin ha voluto dimostrare che la Russia non è isolata. Tuttavia, sembra che la Russia stia diventando sempre più un satellite della Cina. Il vertice di Astana ha quindi rappresentato un'occasione per i leader di promuovere un mondo "multipolare", guidato principalmente dalla Cina e, in misura minore, dalla Russia.

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