Peppino di Capri, tra nostalgia e fiction: quando la tv rilegge un mito
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Che un artista come Peppino di Capri meritasse una biografia televisiva è questione opinabile, soprattutto quando le sue canzoni, da sole, raccontano già più di quanto possa fare una ricostruzione romanzata. Eppure, Cinzia TH Torrini, dopo aver affrontato la vita di Gianna Nannini per Netflix con risultati discutibili, ha scelto di riprovarci con «Champagne», film-tv dedicato al cantante campano, questa volta su Rai1. Un passaggio che, se da un lato sembra dettato dalla ricerca di un pubblico più tradizionale, dall’altro solleva interrogativi sulla necessità di trasformare in fiction carriere ancora vive e attive.
A vestire i panni di Peppino è Francesco Del Gaudio, attore ventiseienne originario di Pompei, la cui versatilità gli ha permesso di calarsi nel ruolo con una credibilità non scontata. Nato nel 1999, Del Gaudio ha coltivato fin da bambino una doppia passione per la recitazione e la musica, un percorso che lo ha portato a emergere sia sul palco che sul grande schermo. La sua interpretazione, insieme a quella del giovane Alessandro Gervasi nel ruolo di Peppino bambino, ha contribuito a rendere la narrazione più dinamica, anche se il rischio di scivolare nel bozzettismo era dietro l’angolo.
La fiction, ambientata tra gli anni d’oro della musica napoletana e i locali simbolo come l’Africana di Praiano, ha strizzato l’occhio a un’Italia che oggi appare lontana: quella delle speranze postbelliche, delle esibizioni per i soldati americani, delle serate in cui il jet set internazionale affollava le discoteche della Costiera. Un’operazione nostalgica, insomma, che però ha funzionato negli ascolti, raggiungendo oltre quattro milioni di spettatori e uno share del 25%. Numeri che dimostrano come certi personaggi, seppur legati a un’epoca precisa, continuino a esercitare un fascino trasversale.




