Aumenti per i dipendenti pubblici, completata la tornata di rinnovi contrattuali
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Redazione Interno
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Un anno decisivo per il pubblico impiego, che ha visto una volata finale di trattative condurre alla firma, nel giro di poche settimane, dei rinnovi per alcuni dei comparti più significativi. Dopo l’intesa per il personale sanitario, infermieri e amministrativi, siglata a giugno, e quella per le Funzioni Centrali, l’unica fino a quel momento in vigore per il 2024, la prima settimana di novembre ha registrato un doppio fondamentale accordo. A distanza di sole quarantotto ore, hanno infatti trovato la definizione contrattuale sia il vasto mondo della scuola, con il suo milione e trecentomila tra docenti e personale Ata, sia quello degli enti locali, che interessa circa quattrocentotrentamila addetti.
Le novità introdotte negli accordi
L’intesa per gli enti locali, in particolare, ha introdotto diverse innovazioni in materia di trattamento economico accessorio, le quali – in attesa del parere della Corte dei conti e della formale approvazione definitiva – ampliano notevolmente l’ambito di competenza della contrattazione integrativa. Rientrano, fra le materie devolute a questo livello negoziale, i criteri per l’attribuzione degli incentivi destinati a coloro che svolgono funzioni particolarmente complesse o di maggiore responsabilità, un aspetto che mira a differenziare le retribuzioni in base ai compiti effettivamente svolti.
La posizione del governo e le prospettive future
Per il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, artefice di questa svolta contrattuale, è stato fondamentale concludere rapidamente l’intera tornata, un obiettivo che egli stesso ha definito raggiunto «a tempo record». La chiusura di questi negoziati, che nel complesso riguardano circa un milione e seicentomila statali, non rappresenta un punto di arrivo bensì un trampolino di lancio. Le dichiarazioni del ministro, del resto, non lasciano spazio a dubbi: l’orizzonte è già rivolto al prossimo ciclo, quello per il biennio 2025-2027, per il quale i lavori preparatori sono stati ufficialmente avviati.
La strategia sindacale e il quadro economico
Anche la UIL Pubblica Amministrazione, sottoscrivendo il contratto per le Funzioni Centrali, ha motivato la propria scelta con l’esigenza di riallineare le scadenze contrattuali e di recuperare i ritardi che si erano accumulati nel tempo. Una mossa, questa, considerata necessaria per accelerare il percorso che porterà al rinnovo successivo. Le risorse economiche destinate a questi aumenti, come precisato dal sindacato, risultano già stanziate nella legge di bilancio dello scorso anno; fondi che sono stati confermati nel disegno di legge per il 2026 e che, cosa non secondaria, sono garantiti per l’intera durata del triennio di riferimento.




