Femminicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla, il dolore delle amiche: «L'ha buttata via come un sacco di spazzatura»
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Redazione Interno
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A 37 giorni dalla scomparsa di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, il corpo rinvenuto ieri nelle acque dell’Adda, nei pressi di Zelo Buon Persico (Lodi), sembra essere quello della babysitter salvadoregna di 40 anni, uccisa a Milano nella notte tra il 24 e il 25 gennaio scorso. Le amiche di Nataly, che proprio ieri mattina avevano partecipato a una messa in suo ricordo, hanno espresso il loro dolore con parole crude: «L’ha buttata via come un sacco di spazzatura». Dai primi riscontri, gli inquirenti parlano di «elementi di riscontro compatibili» con l’omicidio, descrivendo il cadavere come gonfio e in cattive condizioni, segno di un prolungato periodo trascorso nel fiume.
Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, il compagno di Nataly, ha confessato di averle tolto la vita durante quella che ha definito una “lite scaturita da un gioco erotico”, sostenendo che si sia trattato di un gesto non intenzionale. L’uomo, 48enne anche lui originario di El Salvador, conviveva con la vittima da sei anni. La difesa di Rivas ha cercato di ridimensionare alcune delle accuse emerse nelle ultime settimane, negando che l’uomo stesse aspettando una donna dal Salvador nei giorni successivi all’omicidio. «Stava attendendo i familiari – ha spiegato l’avvocato – i due fratelli e la madre, giunti in Italia dopo aver appreso della scomparsa di Nataly, all’epoca ancora considerata tale e non ancora associata a un femminicidio».
Sul luogo del ritrovamento, la difesa ha avanzato un’ipotesi: «Probabilmente c’era dell’acqua e non se ne era accorto – ha dichiarato il legale – con le piogge recenti, il corpo potrebbe essere finito nel pieno del fiume». Una ricostruzione che cerca di giustificare la distanza tra il luogo dell’omicidio, avvenuto nell’abitazione milanese della coppia, e il punto in cui il cadavere è stato ritrovato. Tuttavia, le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio di una vicenda che ha sconvolto non solo chi conosceva Nataly, ma anche quanti hanno seguito il caso attraverso i media.




