La ricerca del corpo di Jhoanna Nataly Quintanilla e quel buco di 30 minuti nelle telecamere
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Redazione Interno
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Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, 48enne salvadoregno, resta in carcere con l’accusa di aver ucciso la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla, 40 anni, e di averne occultato il corpo. La decisione è stata confermata dalla giudice per le indagini preliminari di Milano, Anna Calabi, che ha ritenuto sussistenti il pericolo di fuga e il rischio di inquinamento delle prove. Gonzalez Rivas, operaio residente nel Milanese, ha confessato il delitto, avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, ma la sua versione dei fatti – secondo cui la morte sarebbe stata accidentale, causata da un gioco erotico finito male – non ha convinto gli investigatori.
Le indagini si concentrano ora su un vuoto di 33 minuti nelle immagini delle telecamere di sorveglianza, che potrebbe essere cruciale per ricostruire gli spostamenti dell’uomo dopo l’omicidio. Dalle 20:01 e 59 secondi del 25 gennaio, quando la Fiat Punto di Gonzalez Rivas è stata rilevata dal contatarghe sulla Padana Superiore in direzione Cassano d’Adda, alle 20:34 e 53 secondi, quando il veicolo è ripassato nello stesso punto in senso opposto, non ci sono tracce del percorso compiuto. È proprio in questo lasso di tempo, secondo gli inquirenti, che l’uomo avrebbe nascosto il corpo della vittima, riposto in un borsone e poi abbandonato nelle campagne tra Inzago e Cassano d’Adda.
Le ricerche del cadavere, condotte dai carabinieri, proseguono senza sosta, ma finora non hanno portato a risultati concreti. La mancanza di prove fisiche, unita alla confessione parziale di Gonzalez Rivas – che ammette l’omicidio ma ne nega l’intenzionalità – rende il caso ancora più complesso. La giudice Calabi, nel convalidare il fermo, ha sottolineato i legami dell’uomo con l’estero, che aumentano il rischio di fuga, e la possibilità che possa alterare le prove, considerata la sua disponibilità a manipolare la verità.
Intanto, emerge un quadro inquietante della dinamica del delitto. Gonzalez Rivas avrebbe rotto il collo alla compagna durante un gioco sessuale, secondo quanto dichiarato durante l’interrogatorio, ma i magistrati non escludono che si tratti di una ricostruzione parziale, finalizzata a minimizzare le responsabilità. L’omicidio, aggravato dai futili motivi e dall’occultamento di cadavere, potrebbe nascondere una storia di violenza domestica, anche se al momento non ci sono elementi che confermino questa ipotesi.




