Trump non esclude quote pubbliche in OpenAI e Anthropic: l'ombra di Intel e il precedente del 10%
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità che il governo federale acquisisca partecipazioni azionarie in OpenAI e Anthropic, le due aziende statunitensi di punta nel settore dell'intelligenza artificiale. La rivelazione arriva da un'intervista concessa alla rivista Time, di cui è stata diffusa la trascrizione integrale. Sollecitato specificamente su questa eventualità, il presidente americano ha risposto: «Potrei, forse potrei farlo. Ho molti accordi di questo tipo, lo faccio».
Le parole di Trump delineano una strategia che, se confermata, estenderebbe al comparto dell'intelligenza artificiale un modello già sperimentato con Intel. Il riferimento non è casuale: nell'agosto 2025 l'amministrazione aveva finalizzato un accordo che ha portato il governo degli Stati Uniti a detenere una quota del 10% nel capitale del produttore di semiconduttori, attraverso un'operazione da 8,9 miliardi di dollari finanziata con fondi del CHIPS and Science Act e del programma Secure Enclave.
Il modello Intel e la conversione dei sussidi in equity
L'intesa con Intel, annunciata nell'agosto 2025 dopo un incontro tra Trump e l'amministratore delegato Lip-Bu Tan, ha rappresentato una rottura rispetto alla tradizione americana degli incentivi pubblici alle imprese private. Il governo ha ricevuto 433,3 milioni di azioni ordinarie, corrispondenti a una quota del 9,9%, al prezzo di 20,47 dollari per azione. La particolarità dell'operazione risiede nella sua natura: il governo non ha sborsato nuove risorse, ma ha convertito in partecipazione azionaria sovvenzioni già stanziate ma non ancora erogate.
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump nell'intervista a Time, l'operazione con Intel avrebbe già generato plusvalenze significative. «Con Intel abbiamo guadagnato tipo 60 o 70 miliardi di dollari. Intel è praticamente il titolo più caldo che ci sia, proprio in cima», ha affermato il presidente americano. Numeri che, se confermati, spiegherebbero l'interesse a replicare lo schema con altre aziende ritenute strategiche.
Un possibile allargamento al settore dell'intelligenza artificiale
La prospettiva di un ingresso dello Stato nel capitale di OpenAI e Anthropic si colloca in un contesto di crescente intreccio tra Washington e il settore dell'IA. OpenAI, in particolare, ha consolidato negli ultimi mesi una presenza significativa nelle strutture federali: l'iniziativa OpenAI for Government ha stretto accordi con i laboratori nazionali, l'Aeronautica, la NASA, i National Institutes of Health e il Dipartimento del Tesoro.
Nel 2026 la cooperazione si è ulteriormente ampliata, con un contratto per il dispiegamento di sistemi avanzati in ambienti classificati del apparato di difesa e un'intesa pluriennale con la General Services Administration per l'accesso agevolato ai sistemi OpenAI da parte delle agenzie federali.
Anthropic, dal canto suo, ha già espresso pubblicamente posizioni favorevoli a forme di partecipazione pubblica ai frutti della crescita guidata dall'intelligenza artificiale. In un documento programmatico diffuso nel 2026, l'azienda ha proposto l'istituzione di conti di capitale pre-distributivo universali, con priorità per i lavoratori colpiti dalle trasformazioni tecnologiche.
Va tuttavia precisato che, al momento, non risulta alcuna negoziazione formale in corso tra l'amministrazione e le due società. Fonti citate da Reuters hanno riferito che né la Casa Bianca né Anthropic hanno avviato discussioni su un eventuale ingresso del governo nel capitale dell'azienda. Le dichiarazioni di Trump, pertanto, configurano una possibilità politica, non un'operazione imminente.
Le critiche e i nodi irrisolti
L'approccio interventista in società private non è passato indenne da contestazioni. Dopo l'annuncio dell'accordo con Intel, la senatrice democratica Elizabeth Warren aveva rivolto una lettera al segretario al Commercio Howard Lutnick, sostenendo che l'operazione avesse esposto i contribuenti a un rischio finanziario considerevole senza garanzie sufficienti in termini di salvaguardia dell'occupazione, limiti ai riacquisti di azioni proprie o vincoli alla delocalizzazione produttiva.
Warren aveva definito l'investimento in Intel «estremamente rischioso», ricordando che il titolo aveva perso il 60% del proprio valore nell'anno precedente.
Anche l'analista indipendente Rob Enderle aveva commentato l'operazione con Intel definendola «un pendio scivoloso» e un passo verso la nazionalizzazione di imprese private. Scott Lincicome del Cato Institute, think tank favorevole a un governo limitato, aveva giudicato la mossa «una decisione terribile, cattiva per quasi tutti», sostenendo che avrebbe potuto danneggiare la stessa Intel, sottoponendola a pressioni politiche in luogo di valutazioni commerciali.
Sul piano procedurale, l'eventuale acquisizione di quote in OpenAI e Anthropic da parte del governo richiederebbe con ogni probabilità un intervento legislativo del Congresso, secondo quanto riferito da fonti citate dal Financial Times. Una circostanza che aggiunge un ulteriore elemento di incertezza a una prospettiva che, al momento, resta confinata al terreno delle dichiarazioni.
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