Salvo D’Acquisto verso la beatificazione: un eroe senza tempo
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Redazione Interno
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GROSSETO – La notizia della pubblicazione del decreto di venerabilità di Salvo D’Acquisto, vicebrigadiere dei Carabinieri Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha suscitato un’ondata di emozione, non solo tra le fila dell’Arma, ma anche tra quanti riconoscono nel suo gesto estremo un esempio di altruismo e coraggio senza pari. La sezione grossetana dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che intitola la propria sede al giovane eroe, ha accolto con profonda commozione il riconoscimento ecclesiastico, un passo fondamentale verso la beatificazione.
Il percorso che ha portato a questo momento è stato lungo e articolato. Già il 23 settembre 2023, durante l’inaugurazione di una stele commemorativa voluta dall’Associazione in occasione dell’80esimo anniversario della morte di D’Acquisto, il vescovo Giovanni Roncari aveva anticipato l’avvio dell’istruttoria ecclesiastica. Quel monumento, eretto per tenere viva la memoria del sacrificio del carabiniere, rappresenta oggi un simbolo tangibile di un’eredità che continua a ispirare.
Salvo D’Acquisto, nato a Napoli nel 1920, entrò nell’Arma dei Carabinieri a soli 19 anni. La sua storia, però, è indissolubilmente legata al 23 settembre 1943, pochi giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre, quando le truppe naziste occupavano gran parte dell’Italia. A Palidoro, località vicino Roma, un gruppo di soldati tedeschi catturò 22 civili come rappresaglia per un attentato dinamitardo che aveva causato la morte di due militari e il ferimento di un terzo. D’Acquisto, pur non essendo coinvolto nell’accaduto, si offrì spontaneamente al plotone di esecuzione al posto degli ostaggi, salvando così la vita di ventidue innocenti.
Il suo gesto, compiuto a soli 22 anni, è diventato nel tempo un faro di umanità e resistenza, non solo militare ma soprattutto morale. La sua figura, celebrata con monumenti e intitolazioni in tutta Italia, rappresenta un pilastro della memoria collettiva, un esempio di come il sacrificio personale possa trascendere il tempo e le circostanze.
La firma di Papa Francesco sul decreto di venerabilità, avvenuta durante il suo ricovero all’Ospedale Gemelli di Roma, segna un momento storico. Il processo di beatificazione, che ora entra in una fase decisiva, non è solo un riconoscimento religioso, ma anche un’occasione per riflettere su valori universali come il coraggio, la generosità e l’amore per il prossimo.
A Grosseto, come in altre città, la memoria di D’Acquisto è più viva che mai. La stele inaugurata lo scorso anno, fortemente voluta dall’Associazione Nazionale Carabinieri, non è solo un omaggio al passato, ma un monito per le future generazioni. Quel giovane carabiniere, che scelse di morire per salvare altri, rimane un faro di luce in un’epoca spesso segnata dall’individualismo e dall’indifferenza.




