Fazzolari: "Mosca sta vincendo solo la guerra della disinformazione. L'Italia aiuterà l'Ucraina in tutte le forme"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Io penso che l'unica guerra che sta vincendo la Russia è quella della disinformazione. Mosca ha subìto una sconfitta storica in Ucraina e non si riprenderà più, perché da che nel 2022 era una superpotenza ormai è ridotta a poco più di un Paese del Terzo mondo”. Con queste parole, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanbattista Fazzolari ha ribadito, in una conversazione con alcuni giornali, la posizione del governo, che di fatto non esita a scartare ogni ambiguità sul sostegno a Kiev, mentre si sta per chiudere l’iter formale di un provvedimento atteso e al centro di un serrato dibattito interno.

Un decreto per il sostegno continuativo

Fazzolari, intervenendo anche sulle posizioni assunte dalla Lega di Matteo Salvini, ha precisato che “lunedì” prossimo, il 29 dicembre, “ci sarà un decreto, sul quale abbiamo già un accordo politico chiuso, che continua a sostenere l'Ucraina come abbiamo sempre fatto nella difesa antiaerea e delle infrastrutture energetiche”. La data, non casuale, segna il ritorno al lavoro dopo la pausa natalizia e precede di pochissimo la scadenza del 31 dicembre, termine ultimo per la proroga dell’autorizzazione a inviare aiuti militari e finanziari, in una corsa contro il tempo che ha visto momenti di tensione ma i cui esiti sembrano ormai definiti.

La chiusura dell'accordo politico

Il cosiddetto decreto Ucraina, la cui approvazione in Consiglio dei ministri è prevista proprio per il 29 dicembre, proroga infatti l’invio di armi e fondi per tutto il prossimo anno, estendendo la possibilità di forniture fino al 2026, una cornice temporale di medio periodo che indica, nonostante le polemiche, una linea di continuità. Il governo, dopo un confronto intenso tra le forze di maggioranza – dove la Lega aveva avanzato richieste di discontinuità, sollevando questioni di merito e di forma – è riuscito a raggiungere un’intesa, la cui natura viene descritta come “chiusa”, a suggello di un percorso negoziale complesso ma concluso.

Le mediazioni nell'ultima fase

Qualcosa, in effetti, è stato concesso alle istanze leghiste, non tutto ma quanto bastava per chiudere la partita. Alcune delle pressioni avanzate negli ultimi giorni sono state recepite a Palazzo Chigi, portando a una riformulazione, per lo più di carattere semantico, nel preambolo del testo del decreto cornice. Un lavoro last minute che ha permesso di superare gli ostacoli finali, il cui dettaglio non è stato reso pubblico ma che si colloca in quel terreno, spesso decisivo, della formulazione giuridica e politica dei documenti ufficiali, dove le parole scelte assumono un peso specifico nel bilanciare diverse sensibilità.

Il quadro che emerge, pertanto, è quello di un esecutivo che procede unito sul dossier, confermando gli impegni internazionali dell’Italia, mentre la comunicazione di Fazzolari, netta nel contrastare quella che definisce la “disinformazione” russa, mira a ribadire la solidità della posizione romana in un contesto geopolitico dove la presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti introduce nuovi elementi di variabile. La scelta di accelerare l’iter, concentrandosi sugli aspetti pratici della difesa antiaerea e della protezione energetica, delinea una strategia di supporto concreto, che cerca di svincolarsi dalla polemica quotidiana per ancorarsi a fatti amministrativi e decisioni operative.

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