Fazzolari vede "spiragli" per l'Ucraina, ma la strada resta complicata
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre le cancellerie occidentali continuano a interrogarsi sulle conseguenze del vertice in Alaska tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Vladimir Putin, dal governo italiano arriva un cauto ottimismo. «Non parlerei di ottimismo, la situazione è molto complicata», ha precisato il sottosegretario Giovambattista Fazzolari, «ma adesso almeno c’è uno spiraglio». Quello a cui si riferisce è la possibilità, per quanto remota, di avviare un negoziato che porti a una soluzione del conflitto, a patto che l’Ucraina riceva «solide garanzie di sicurezza».
Un approccio che sembra allinearsi con quello della premier Giorgia Meloni, che il 18 agosto volerà a Washington per partecipare all’incontro tra Trump e Volodymyr Zelensky. L’invito, arrivato direttamente dalla Casa Bianca dopo il faccia a faccia con Putin, è stato esteso anche ad altri leader europei, segno che l’amministrazione americana intende coinvolgere gli alleati in una fase che, seppur incerta, potrebbe aprire a sviluppi inattesi.
La posizione di Roma, tuttavia, rimane chiara: qualsiasi trattativa dovrà passare necessariamente attraverso Kiev, unica legittimata a decidere se e quando scendere a compromessi. «Solo l’Ucraina può trattare», ha sottolineato Meloni, che pur riconoscendo la complessità del quadro attuale, non esclude la possibilità di un accordo.




