Piazza Affari resiste ai dazi di Trump, banche in rally mentre l’Europa vacilla
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Redazione Economia
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Mentre le borse europee, fatta eccezione per Londra, chiudono in territorio negativo sull’onda dell’annuncio dei nuovi dazi statunitensi del 30% sulle importazioni dall’Unione Europea – misura che entrerà in vigore dal primo agosto in assenza di un accordo – Milano si distingue con un Ftse Mib in rialzo dello 0,27%, trainato dalle performance del settore bancario.
A spiccare sono BPER e Popolare Sondrio, rispettivamente in rialzo del 6,54% e del 6,18%, dopo che la prima ha superato la soglia del 58% delle adesioni all’OPA, garantendosi così il controllo della seconda. Banco BPM, dal canto suo, avanza del 5,19% sull’onda della richiesta di Crédit Agricole alla BCE di poter aumentare la propria quota oltre il 20%, mentre Unicredit – nonostante le critiche sollevate da Bruxelles sul decreto golden power che ne limita le mosse su BPM – registra un +0,5%.
L’effetto Trump, che con la minaccia dei dazi ha riacceso le tensioni commerciali, non sembra però aver scatenato il panico sui mercati. Gli investitori, memori delle precedenti mosse del presidente americano – tanto che alcuni parlano già di “effetto Taco”, acronimo irriverente per “Trump always chickens out” – scommettono su un dietrofront prima della scadenza del primo agosto. Intanto, Francoforte cede lo 0,4%, trascinata in basso dal settore auto, Parigi arretra dello 0,26%, mentre Londra resiste con un +0,64%.
Sul fronte delle valute digitali, il Bitcoin continua la sua corsa sfiorando i 123.000 dollari, nuovo record che conferma la volatilità – e l’appeal speculativo – del mercato delle cripto. Wall Street, nella prima parte della seduta, appare piatta, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio – non registra picchi significativi nonostante l’incertezza.




