Nordcoreani in Russia, il mistero dei soldati scomparsi
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Redazione Esteri
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Preparati, indottrinati, motivati: così si presentano i soldati nordcoreani che, nella regione del Kursk, combattono accanto alle truppe di Vladimir Putin contro l'Ucraina. Tuttavia, nonostante la loro presenza iniziale, questi militari sembrano essere spariti dal fronte. L'analisi degli equipaggiamenti e degli scritti trovati in loro possesso rivela che i soldati di Kim Jong-un sono un'élite, molto più preparati, anche ideologicamente, e motivati rispetto ai fanti russi con cui condividono il fronte.
Sin dall'inizio dell'operazione Kursk, lo scorso 6 agosto, l'organizzazione minuziosa e l'impiego del meglio degli uomini e dell'equipaggiamento hanno permesso agli ucraini di sorprendere i russi, che in quel fronte avevano un dispiegamento minimo di forze. Tuttavia, la situazione è cambiata rapidamente: i soldati nordcoreani, vestiti da russi, sono diventati una spina nel fianco per Mosca. Almeno 300 di loro sono stati uccisi nella guerra contro Kiev, come reso noto dal parlamentare sudcoreano Lee Seong-kweun dopo un briefing dell'intelligence della Corea del Sud.
L'impiego dei soldati nordcoreani nella guerra in Ucraina è stato confermato anche dall'Institute for the Study of War (ISW), un think tank statunitense che monitora il conflitto dall'inizio nel febbraio 2022. Secondo l'intelligence ucraina e quella sudcoreana, la Corea del Nord ha inviato in Russia circa 12.000 uomini. Tuttavia, la loro presenza sul campo sembra essere diminuita drasticamente, sollevando interrogativi sul loro destino.
Gli Stati Uniti e la Corea del Sud accusano Pyongyang di aver inviato più di 10.000 soldati per aiutare le forze russe nella loro invasione.




