Monopattini elettrici, multe fino a 400 euro: le nuove regole tra targa, casco e assicurazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se è vero che il monopattino elettrico, nell’immaginario collettivo, rappresenta ormai l’emblema della mobilità dolce e urbana – silenzioso, agile e perfetto per eludere il traffico delle ore di punta – è altrettanto vero che questo stesso mezzo, proprio per la sua diffusione capillare e a tratti selvaggia, è diventato un campo minato per i guidatori distratti o, peggio ancora, per chi ignora l’evoluzione normativa in atto.

La scadenza del 16 maggio 2026 ha segnato un prima e un dopo: da quella data, infatti, chi possiede un monopattino di proprietà non può più circolare senza il famigerato “targhino”, ovvero il contrassegno identificativo, pena l’applicazione di sanzioni che possono arrivare a toccare quota 400 euro.

Ma non è finita qui, perché a breve ci aspetta un altro giro di vite. L’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, inizialmente previsto in concomitanza con la targa, è stato infatti posticipato al 16 luglio 2026.

Una scelta, quella di rinviare l’entrata in vigore della polizza, giustificata dalle oggettive difficoltà organizzative riscontrate nella fase di avvio del nuovo sistema telematico e nella produzione dei contrassegni da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. A conti fatti, quindi, chi utilizza quotidianamente questo mezzo per spostamenti casa-lavoro o per raggiungere un’università nel centro di una Ztl dovrebbe già aver aggiornato il proprio mezzo, altrimenti rischia di vedersi notificare una multa non da poco.

La stretta dopo l’incidente di Milano e i divieti da rispettare

L’urgenza di mettere un freno alla circolazione incontrollata non è nata per caso, ma è stata alimentata da una serie di episodi drammatici che hanno costellato le cronache nere dei grandi centri urbani. L’incidente avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 giugno in zona Bicocca a Milano – dove un ragazzo di 19 anni, in sella a un monopattino come passeggero (pratica già di per sé vietata), ha perso la vita dopo essere stato travolto da un’auto condotta da una 21enne – ha riacceso i riflettori sulla fragilità degli utenti deboli della strada e sull’importanza delle nuove direttive.

Al di là del casco, la cui applicazione è oggi estesa a tutti i conducenti senza eccezioni di età, esistono altre prescrizioni tecniche che spesso vengono sottovalutate: l’obbligo di indicatori di direzione, di luci anteriori e posteriori funzionanti, nonché di giubbotto o bretelle retroriflettenti durante le ore notturne (cioè tra mezz’ora dopo il tramonto e mezz’ora prima dell’alba).

Per quanto riguarda la circolazione vera e propria, le corsie preferenziali per chi guida un monopattino sono molto limitate: si viaggia esclusivamente su strade urbane con limite massimo di 50 km/h o su piste ciclabili, mantenendo una velocità non superiore ai 20 km/h (che scende drasticamente a 6 km/h all’interno delle aree pedonali). È severamente vietato, infine, il trasporto di altre persone, di animali o l’effettuazione di train, così come la sosta selvaggia sui marciapiedi, salvo che non siano presenti stalli dedicati che garantiscano lo spazio vitale per i pedoni.

In questo quadro di inasprimento generale, chi non si adegua rischia di incorrere in multe che, cumulando le diverse violazioni, possono arrivare a pesare in modo significativo sul portafoglio.

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