Dossieraggi sul voto, l’ex assessore Gambino si autosospende da FdI ma resta in consiglio comunale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Antonino Sergio Gambino, già assessore alla Sicurezza e Trasporti del Comune di Genova e attuale consigliere comunale, ha deciso di sospendersi autonomamente da Fratelli d’Italia, pur dichiarandosi certo di poter dimostrare «la correttezza di ogni [suo] comportamento». La scelta arriva a seguito dell’indagine avviata dalla Procura di Genova, che lo vede coinvolto in un caso di presunte rivelazioni di segreto d’ufficio e attività di dossieraggio legate alla campagna elettorale dell’allora candidata sindaca Silvia Salis, oggi a capo dell’amministrazione.

Le accuse, contenute nel decreto di perquisizione eseguito negli uffici comunali, delineano un quadro articolato. Secondo i magistrati, Gambino avrebbe utilizzato il proprio ruolo per favorire gli interessi di cinque privati, attraverso una serie di condotte illecite. Tra queste figurano bonifici alla moglie, l’utilizzo di auto e alloggi non giustificati, oltre all’acquisto di biglietti aerei, elementi che compongono un mosaico di illeciti ancora sotto esame. A essere coinvolto nell’inchiesta è anche Gianluca Giurato, comandante della polizia locale, sebbene il suo ruolo specifico non sia stato ancora chiarito nei dettagli.

La reazione del partito è stata immediata. Matteo Rosso, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha definito la notizia «un fulmine a ciel sereno», sottolineando come la decisione di Gambino di auto-sospendersi sia stata comunicata tramite il suo legale. Le parole di Rosso lasciano trasparire stupore, ma evitano qualsiasi presa di posizione definitiva in attesa degli sviluppi giudiziari.

L’inchiesta, che ha scosso l’ambiente politico genovese, si concentra in particolare sulle presunte attività di raccolta di informazioni riservate durante le elezioni comunali, con possibili ripercussioni sul clima di trasparenza che l’amministrazione Salis aveva promesso di garantire. Gambino, figura di spicco del partito a Genova, mantiene per ora il seggio in consiglio comunale, mentre la procura prosegue nell’acquisizione di prove e testimonianze.

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