Schianto a Ceriale, la 19enne di Tromello indagata per omicidio stradale: «Non ho visto lo scooter»
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Redazione Interno
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È la voce di una ragazza che fatica a trattenere lo sgomento, quella che si leva da Tromello, in provincia di Pavia, dove risiede la 19enne alla guida della Fiat 500 finita nel tragico incidente di Ceriale.
«Stavo facendo una manovra, avevo davanti un suv che pareva fermo e ho girato il volante e mi sono trovata addosso il motorino»: sono queste le prime dichiarazioni rilasciate dalla giovane, che ora si trova a fare i conti con un'accusa pesantissima, quella di omicidio stradale e lesioni aggravate, per uno schianto che ha strappato alla vita Sofia Barberi, 23 anni, e ha segnato per sempre l'esistenza dell'amica che viaggiava con lei, Elena B., attualmente in prognosi riservata e sottoposta a un'amputazione.
La dinamica e le indagini
L'incidente si è verificato all'alba di sabato scorso lungo la via Aurelia, nel territorio di Ceriale, comune del Savonese che si affaccia sul mar Ligure. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, la Fiat 500 condotta dalla 19enne lomellina avrebbe compiuto una manovra di svolta, finendo per entrare in collisione con lo scooter a bordo del quale viaggiavano le due ragazze. L'impatto è stato violentissimo: per Sofia Barberi, originaria di Ceriale, non c'è stato nulla da fare, mentre l'amica è ricoverata in ospedale in condizioni critiche.
La conducente dell'auto, che si è subito fermata e ha collaborato con i soccorritori, appare distrutta dall'accaduto e si è dichiarata vicina alle famiglie delle vittime, esprimendo il proprio sgomento per una tragedia che difficilmente potrà dimenticare.
Il caso dei video sui social
A gettare ulteriore benzina sul fuoco di un dolore già immenso sono stati i contenuti pubblicati sui social da Y., il 19enne che al momento dello schianto viaggiava come passeggero sulla Fiat 500. La sequenza di filmati, che hanno rapidamente fatto il giro del web e suscitato un'ondata di indignazione, mostra dapprima il ragazzo mentre ride davanti alla scena dell'incidente, per poi passare a un video di scuse registrato in camera da letto e, infine, a un'immagine ripresa dalla scaletta di un aereo in partenza da Malpensa.
La tempistica e il tono di questi contenuti hanno alimentato la reazione dei familiari di Sofia Barberi e di quanti, a Ceriale, stanno vivendo il lutto con una partecipazione commossa: centinaia di palloncini bianchi sono stati liberati in cielo, mentre una camminata solidale ha percorso le strade del paese tra lacrime e preghiere, con la madre della vittima che ha chiesto giustizia, invocando che «i responsabili paghino».
La posizione del passeggero e gli sviluppi
Per quanto riguarda Y., al momento non risulta indagato, ma i filmati da lui pubblicati sono comunque finiti al vaglio degli inquirenti, che stanno valutando se vi siano profili di responsabilità ulteriori rispetto a quelli già contestati alla conducente. Nel frattempo, i genitori del ragazzo hanno dichiarato di averlo allontanato da casa, raccontando di aver vissuto momenti di terrore per la reazione degli amici di Sofia Barberi, che – hanno ammesso – «hanno ragione» a essere arrabbiati.
La vicenda giudiziaria, con la 19enne di Tromello indagata per omicidio stradale e lesioni aggravate, si intreccia così a un caso di cronaca che ha scosso profondamente due regioni, la Liguria e la Lombardia, sollevando interrogativi sulla condotta dei giovani dopo un evento così tragico e sull'uso distorto dei social media in contesti di dolore collettivo.




