Vlahovic e la Juve, nodo contrattuale: le quattro vie per separarsi
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Redazione Sport
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Dusan Vlahovic, ormai fuori dai piani della Juventus, rappresenta un rompicapo economico e sportivo che il club deve risolvere prima di poter completare il mercato. Non ci sono margini per un ripensamento: il serbo, che pesa sul bilancio per quasi 20 milioni tra ingaggio e bonus, ha un contratto fino al 2026, con una clausola di fedeltà che porterà il suo stipendio netto da 8 a 12 milioni. Una cifra concordata nel gennaio 2021, all’arrivo dalla Fiorentina, per riconoscere il ruolo dell’agente, ma che oggi grava sulle casse bianconere.
La dirigenza, consapevole di dover fare un passo indietro pur di alleggerire il monte salari, valuta diverse opzioni. La più drastica sarebbe una rescissione consensuale, ipotesi non scartata ma costosa. Altre strade includono una cessione a prezzo ridotto, pur di liberarsi dell’onere, o un prestito con contributo salariale. C’è chi parla di un possibile scambio — l’Inter è stata accostata al giocatore — ma le pretese economiche e la riluttanza di Vlahovic a lasciare una squadra di alto livello complicano ogni trattativa.
Intanto, la Juve prosegue la rifondazione. Damien Comolli, tra prato e scrivania, sta lavorando a un progetto che punta a cancellare le delusioni della passata stagione. L’arrivo di Jonathan David dal Lille è solo il primo tassello, mentre la conferma di Igor Tudor in panchina — dopo la qualificazione in Champions — segna una continuità rassicurante. Resta il fatto che, finché la questione Vlahovic non sarà risolta, il club non potrà muoversi con la necessaria libertà.




