Coca-Cola rilancia sull'intelligenza artificiale per lo spot di Natale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Coca-Cola ha deciso di anticipare i tempi, svelando con una settimana di anticipo la sua campagna natalizia globale che, per il secondo anno consecutivo, affida il suo messaggio più tradizionale all'innovazione dell'intelligenza artificiale generativa. La scelta, che segue le reazioni contrastanti raccolte dalle sperimentazioni del 2024, dimostra una volontà precisa di perseverare su questa strada, nonostante le polemiche che avevano diviso il pubblico e gli addetti ai lavori. Il cortometraggio, il cui titolo "Holidays Are Coming" riecheggia quello di uno storico spot del 1995, reinterpreta l'universo iconografico del brand – dai camion alle figure di Babbo Natale, le cui fattezze si ispirano alle illustrazioni classiche di Haddon Sundblom – attraverso l'elaborazione di sistemi algoritmici, popolando lo scenario di animali e di quella magia che, ormai da decenni, accompagna le festività.

Un'operazione su scala mondiale

La multinazionale americana, in collaborazione con WPP Open X, ha infatti prodotto due diversi filmati, destinati a essere trasmessi in circa 140 Paesi, che celebrano il lavoro di chi opera dietro le quinte. Quest'operazione su larga scala, la quale si stima raggiungerà un pubblico vastissimo, conferma come l'azienda consideri l'AI non una mera curiosità tecnologica, bensì uno strumento creativo integrato nella propria strategia di comunicazione. Se ne vedono già alcuni, dei risultati, che appaiono più raffinati e convincenti rispetto alle prime prove, le quali erano state caratterizzate da animazioni poco realistiche e da volti umani che trasmettevano, a molti spettatori, una certa sensazione di inquietudine.

Le polemiche non fermano la sperimentazione

Le critiche, che erano emerse con forza lo scorso anno, non hanno dunque dissuaso il colosso di Atlanta dal raddoppiare i propri sforzi in questa direzione. La decisione di riproporre un concept interamente generato al computer, sebbene affidata a studi specializzati per ottenere una qualità superiore, ha inevitabilmente riacceso il dibattito. C'è chi osserva un netto miglioramento nella fluidità delle immagini e nella resa dei particolari, mentre altri continuano a nutrire perplessità di principio sull'impiego di queste tecnologie in sostituzione, almeno parziale, del lavoro umano nell'ambito artistico.

Il brand punta sulla continuità iconografica

Nonostante il medium innovativo, l'obbiettivo della campagna sembra essere quello di ancorarsi saldamente a una tradizione rassicurante. Elementi come il camion rosso, gli orsi polari e la figura di Babbo Natale – questi ultimi rielaborati digitalmente ma con un'impronta che rimanda ai disegni del passato – fungono da ponte emotivo con il pubblico, tentando di bilanciare la novità dello strumento con la familiarità dei simboli. Si tratta di una scelta precisa, che mira a preservare il capitale di affetto accumulato in anni di marketing, aggiornandone al contempo il linguaggio espressivo per rimanere al passo con i tempi, in un settore, quello pubblicitario, in continua e rapida evoluzione.

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