Treviglio, si dimette la consigliera di Fratelli d’Italia dopo le polemiche sulle dichiarazioni in aula

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Silvia Colombo, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Treviglio, in provincia di Bergamo, ha annunciato le proprie dimissioni dopo una giornata di polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni durante l’ultima seduta consiliare. La consigliera, che aveva collegato la possibilità di dimettersi dall’aula alla condizione di gravidanza o malattia, ha deciso di lasciare il proprio incarico, sostenendo che il suo intervento sia stato strumentalizzato e stravolto dal contesto originale.

“Non ci sto in un partito che ha affrontato questa bufera mediatica con troppa leggerezza e senza approfondire il discorso”, ha scritto Colombo sui suoi canali social, aggiungendo di ritenere opportuno dimettersi non solo da capogruppo di Fratelli d’Italia, ma anche dal Consiglio comunale. Le sue parole, pronunciate durante la discussione su una mozione presentata dal Partito Democratico per consentire alle donne in gravidanza a rischio e ai neo genitori di partecipare da remoto alle sedute, hanno suscitato reazioni immediate.

La proposta, avanzata dalla capogruppo del Pd Matilde Tura, mirava a garantire maggiore flessibilità ai consiglieri con esigenze particolari, ma Colombo ha espresso dubbi sulla compatibilità tra impegni personali e ruolo istituzionale. “Si stava parlando di senso civico e di come, quando nella vita emergono nuove priorità, sia giusto interrogarsi sulle proprie capacità di svolgere al meglio il ruolo di rappresentanza comunale”, ha spiegato la consigliera, difendendo il proprio intervento e accusando i media e gli avversari politici di averlo manipolato.

Nonostante i tentativi di mediazione da parte di Andrea Tremaglia, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, che ha cercato di chiarire le intenzioni di Colombo, le dimissioni sono arrivate come atto conclusivo di una vicenda che ha diviso l’opinione pubblica. La consigliera ha ribadito di non voler vedere la propria reputazione e dignità calpestate per quella che ha definito “pura strumentalizzazione politica”.

La mozione del Pd, che ha acceso il dibattito, era stata presentata per agevolare la partecipazione alle sedute di chi si trova in condizioni particolari, come una gravidanza a rischio o la recente genitorialità. Un tema che, al di là delle polemiche, ha riportato l’attenzione sulle difficoltà di conciliare vita privata e impegno pubblico, soprattutto per le donne.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.