Vertice Nato di Ankara, il cantiere della difesa tra attese e progetti concreti
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Redazione Economia
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Il summit dell'Alleanza Atlantica in corso ad Ankara si configura come un appuntamento decisivo per il futuro dell'industria della difesa europea e, in particolare, per i colossi italiani del settore. Tra attese, dichiarazioni programmatiche e annunci di cooperazioni strategiche, i vertici di Fincantieri e Leonardo hanno tracciato il perimetro delle aspettative italiane, concentrandosi sulla necessità di riscontri concreti e sulla modulazione temporale degli impegni finanziari.
Al centro del dibattito, la spinta verso un incremento della spesa militare e la volontà di consolidare partnership tecnologiche d'avanguardia, come quella nei droni con la turca Baykar.
Fincantieri e l'attesa per i programmi della Difesa
L'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, intervenuto a margine dell'assemblea di Assonave, ha espresso l'aspettativa del gruppo per un "riscontro" chiaro da parte del vertice Nato riguardo ai programmi di difesa in corso e a quelli attesi. Folgiero ha sottolineato come questi programmi siano "rilevanti per tutta l'industria", e l'auspicio è quello di ottenere indicazioni precise su come e quando potranno essere avviati e confermati, gettando così luce su un quadro di investimenti cruciale per la cantieristica navale italiana e non solo.
Leonardo: obiettivo 5% del Pil e cooperazione con Baykar
Sul fronte dell'elettronica e dell'aerospazio, l'amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, presente al Forum sull'industria della difesa collaterale al summit, ha definito "realistico" l'obiettivo di destinare alla difesa il 5% del Pil entro il 2035, un traguardo auspicato per rafforzare la sicurezza complessiva.
Mariani ha tuttavia precisato che la chiave del successo risiede nella "modulazione temporale", ovvero in un percorso di crescita graduale che tenga conto delle diverse situazioni di bilancio e delle sensibilità sociali dei vari Paesi, che potrebbero non essere in grado di sostenere il passo inizialmente immaginato dagli Stati Uniti.
Un altro pilastro dell'intervento di Mariani ha riguardato il tema dell'adesione dell'Italia al programma Safe dell'Unione Europea, il piano da 150 miliardi di euro per il riarmo. L'ad di Leonardo ha voluto rassicurare sulla solidità del gruppo, chiarendo che la decisione politica su tale adesione non avrebbe impatto sull'azienda.
I programmi su cui Leonardo è impegnata, e su cui è costruita la crescita del piano strategico, poggiano infatti sul bilancio ordinario della difesa, dimostrando la capacità dell'industria di adattarsi a diversi strumenti di finanziamento, siano essi europei o nazionali.
Sul fronte delle alleanze industriali, Mariani ha confermato che Leonardo sta "lavorando" per rendere operativi anche sui mercati di esportazione i droni prodotti dalla joint venture paritaria LNA Systems con la turca Baykar. Questa collaborazione, che unisce l'eccellenza di Leonardo nell'elettronica e nei payload con la capacità produttiva di Baykar, rappresenta un tassello fondamentale per la creazione di alleanze solide e per cogliere le opportunità nel dinamico mercato dei droni, sia militari che dual-use.




