Il gesto di Ingrid Alexandra: l'abito della nonna e il giuramento per la Corona
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Redazione Esteri
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Nel giorno in cui re Haakon VIII ha solennemente giurato fedeltà alla Costituzione norvegese davanti allo Storting, il parlamento di Oslo, la principessa Ingrid Alexandra ha scelto di non passare inosservata, pur mantenendo un rigore formale che poco aveva a che fare con la vanità.
La figlia primogenita del nuovo sovrano, ora ufficialmente principessa ereditaria e prima nella linea di successione al trono, ha indossato un lungo abito nero e una veletta che le copriva con discrezione gli occhi, ricalcando quasi fedelmente il look che sua nonna, la regina Sonja, aveva indossato esattamente trentacinque anni prima, in occasione del giuramento del defunto re Harald V.
Un gesto dal forte valore simbolico, che ha trasformato un momento istituzionale in un omaggio toccante alla memoria del nonno, recentemente scomparso all'età di 89 anni, e a colei che per oltre mezzo secolo è stata la sua compagna di vita e di regno.
Un abito di famiglia per un giuramento storico
La scelta di Ingrid Alexandra, che ha compiuto 22 anni lo scorso gennaio, è apparsa fin da subito carica di significato. L'abito nero, rigoroso e dalla silhouette sartoriale, non era solo un omaggio al lutto che la famiglia reale sta osservando, ma anche un esplicito richiamo a un preciso antecedente storico. La nonna Sonja, oggi regina madre, aveva indossato un abito simile il 21 gennaio 1991, quando affiancò il marito Harald nella stessa identica cerimonia, segnando l'inizio del suo lungo regno.
La principessa ereditaria ha così ripreso lo stesso elemento di stile, rendendolo proprio attraverso l'aggiunta di una veletta sugli occhi e un cerchietto nero e bombato, in sostituzione della tiara, per un look che molti hanno definito "austero" e "regale". Scesa da un'auto di rappresentanza e avviata con passo composto verso le sale del Palazzo Reale (Slottet), la giovane ha dimostrato di possedere quella sobria eleganza che, in certi contesti, vale più di qualsiasi dichiarazione di intenti.
La firma dell'erede: un atto formale e necessario
La cerimonia del 1° settembre 2026 è stata segnata da un doppio giuramento. Mentre re Haakon VIII pronunciava il suo voto solenne dinanzi ai rappresentanti del popolo norvegese, sua figlia ha dovuto sottoscrivere per iscritto il proprio impegno a rispettare la Costituzione, un passaggio obbligatorio per poter assumere il ruolo di reggente in futuro, qualora il padre fosse impossibilitato a regnare.
Come spiegano i media norvegesi, l'evento è stato storico per una ragione particolare: Ingrid Alexandra è la prima erede al trono in età moderna che non ha potuto firmare il suo giuramento al momento del raggiungimento della maggiore età, avvenuto nel 2022, poiché allora non era ancora principessa ereditaria. La sua posizione nella linea di successione si è ufficializzata solo con la morte del nonno e l'ascesa al trono del padre, rendendo questo atto una necessità costituzionale procrastinata.
La successione al femminile e la sfida della modernità
Il ruolo che Ingrid Alexandra va a ricoprire è destinato a segnare un'ulteriore svolta nella storia della monarchia norvegese. Grazie alla modifica costituzionale del 1990, che ha introdotto la primogenitura assoluta, la principessa è destinata a diventare la prima regina regnante del paese dopo oltre sei secoli, ovvero dai tempi di Margherita I, che governò la Norvegia dal 1388 al 1412.
La sua ascesa si inserisce in un rinnovato contesto europeo di giovani eredi al trono, spesso donne, chiamate a rappresentare un'istituzione millenaria in un mondo in rapido cambiamento. La cerimonia di Oslo, tuttavia, si è svolta all'ombra delle preoccupazioni per la salute di sua madre, la nuova regina Mette-Marit, assente a causa di complicazioni post-operatorie seguite al trapianto di polmoni cui si è sottoposta a giugno, un'assenza che ha reso la presenza della figlia ancora più centrale e significativa per il nuovo corso della casa reale.
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