Arrestato il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, la lira crolla

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, figura di spicco del Partito Popolare Repubblicano (CHP) e principale oppositore politico del presidente Recep Tayyip Erdoğan, ha scatenato una serie di reazioni a catena, non solo sul piano politico ma anche su quello economico. La lira turca, già in difficoltà da mesi, ha toccato nuovi minimi storici, con un tasso di cambio che ha superato i 40,24 lire per un euro e i 36,81 per un dollaro. Un crollo che ha spinto la Borsa di Istanbul a sospendere temporaneamente le contrattazioni dopo che l’indice Bist ha registrato un calo del 6,87% in apertura.

Imamoglu, che si è autodenunciato su X (ex Twitter), è stato arrestato insieme ad altri 78 politici nell’ambito di un’indagine per corruzione, secondo quanto riportano i media locali. Il sindaco, che resterà in carcere per almeno quattro giorni, è accusato di essere coinvolto in un presunto sistema di illeciti, anche se i dettagli specifici non sono ancora stati resi pubblici. La Prefettura di Istanbul, intanto, ha vietato fino al 23 marzo qualsiasi manifestazione politica o lettura pubblica di comunicati stampa, in un clima di crescente tensione.

La figura di Imamoglu, che nel 2019 riuscì a strappare Istanbul all’Akp dopo un quarto di secolo, è diventata un simbolo dell’opposizione a Erdoğan. La sua prima vittoria elettorale, annullata per presunte irregolarità, fu seguita da un secondo trionfo, ancora più netto, che lo confermò come uno dei principali rivali del presidente turco. La sua ascesa politica, caratterizzata da uno stile diretto e populista, ha sempre rappresentato una minaccia per il partito al potere, che ora sembra aver deciso di agire con mano pesante.

L’arresto del sindaco di Istanbul non è solo un fatto politico, ma un evento che rischia di avere ripercussioni profonde sulla stabilità del Paese. La lira, già in caduta libera da mesi, ha subito un ulteriore colpo, mentre i mercati reagiscono con nervosismo a un clima sempre più incerto. La Turchia, già alle prese con un’inflazione galoppante e una crisi economica che sembra non avere fine, si trova ora a dover affrontare una nuova ondata di instabilità, alimentata da un sistema politico sempre più polarizzato

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