Milano, notte di violenza: 22enne ivoriano massacrato di botte in via Filzi
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Redazione Interno
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Una notte di violenza ha insanguinato le strade di Milano, tra sabato 15 e domenica 16 marzo, lasciando dietro di sé feriti, paura e una città che si interroga. L’episodio più grave si è consumato in via Filzi, a metà strada tra il Pirellone e piazza Repubblica, dove un 22enne ivoriano è stato brutalmente aggredito da un gruppo di persone. Pugni, bastonate e calci in faccia, anche quando il giovane era già a terra, privo di sensi. Le immagini, riprese da alcuni residenti, mostrano una scena agghiacciante: gli aggressori continuano a colpire il ragazzo, ormai inerme, senza alcuna pietà. I sanitari del 118, intervenuti tempestivamente, hanno rianimato il giovane con un massaggio cardiaco prima di trasportarlo in codice rosso all’ospedale Niguarda, dove è stato escluso il pericolo di vita. Un altro uomo, un connazionale di 26 anni, è stato ricoverato in codice giallo al Fatebenefratelli con ferite meno gravi.
La rissa, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scoppiata per una banale lite, nata da una parola di troppo rivolta a una donna. Un dettaglio che, però, non giustifica la ferocia dell’aggressione, culminata in un’escalation di violenza che ha lasciato senza fiato chi ha assistito alla scena. Via Filzi, di solito animata da locali e vita notturna, si è trasformata in un teatro di caos, con passanti terrorizzati che hanno cercato rifugio nei negozi vicini.
Ma la notte di violenza non si è limitata a via Filzi. Già sette ore prima, intorno alle 20.30 di sabato, un’altra rissa aveva fatto tremare via Padova, una delle arterie più popolari della città. Nei pressi di un locale, vicino all’incrocio con via dei Transiti, almeno otto persone si sono scontrate in una zuffa che ha visto volare sedie, tavolini e posacenere. I residenti, impauriti, hanno chiuso le saracinesche dei propri esercizi commerciali per evitare di essere coinvolti, mentre la strada si trasformava in un campo di battaglia. Anche in questo caso, la violenza è sembrata alimentata da tensioni latenti, sfociate in un’esplosione di rabbia collettiva.




