La Liguria tra le prime per affluenza al referendum, Calà (Cgil): "Segnale chiaro su lavoro e stabilità"
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Redazione Interno
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Genova. Sebbene il quorum non sia stato raggiunto a livello nazionale, la Liguria si è distinta per un’affluenza superiore alla media, con una netta prevalenza dei sì sui quesiti referendari promossi dalla Cgil. «Dimostra che le ragioni alla base delle nostre battaglie – un lavoro più stabile e sicuro – sono state comprese», ha dichiarato Maurizio Calà, segretario generale della Cgil Liguria, sottolineando come la regione abbia risposto con un’adesione significativa nonostante le difficoltà oggettive. «Sapevamo che il referendum era una strada in salita, in un Paese dove ormai vota a malapena il 50% degli elettori», ha aggiunto, riconoscendo il parziale successo in un contesto di generale astensionismo.
Intanto, a Roma, Maurizio Landini ha ribadito la volontà di non abbandonare la scena sindacale nonostante l’esito deludente. «Non ci penso nemmeno a lasciare», ha detto il segretario della Cgil, respingendo ogni ipotesi di dimissioni. «Quando i partiti hanno invitato a votare, la maggioranza si è astenuta: è una crisi democratica senza precedenti», ha osservato, puntando il dito contro la disaffezione politica più che contro il merito delle proposte. Pur ammettendo che l’obiettivo del quorum non è stato centrato, Landini ha voluto evidenziare il dato dei 15 milioni di votanti, interpretandolo come un punto di partenza per «un’azione sindacale rinnovata».




