Trump autorizza Kiev a colpire in profondità in Russia mentre continuano i raid moscoviti
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Redazione Esteri
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L’inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina, Keith Kellogg, ha reso nota la posizione dell’amministrazione Trump: per il presidente Donald Trump “non ci sono santuari”. Questo si traduce nell’autorizzazione, da valutare caso per caso, a condurre attacchi a lungo raggio in profondità sul territorio russo.
Keith Kellogg delinea la nuova strategia
Kellogg, intervenendo in un’intervista televisiva, ha ribadito la necessità di “usare la capacità di colpire in profondità”. Ha tuttavia precisato che il processo decisionale rimane saldamente nelle mani della Casa Bianca, delineando un controllo più diretto rispetto alle past autorizzazioni negate dal Pentagono.
Lo sfondo: un massiccio attacco russo sull'Ucraina
Questa evoluzione strategica arriva mentre la Russia sferra un nuovo, massiccio attacco. Il presidente Volodymyr Zelensky ha riferito di un’offensiva di oltre dodici ore con “quasi 500 droni e più di 40 missili”. L'attacco, definito "vile", ha causato ingenti danni e vittime, confermando una guerra di logoramento che non accenna a placarsi.
Una potenziale svolta nel supporto occidentale
Le dichiarazioni di Kellogg segnano un potenziale punto di svolta. L’idea che non debbano esistere zone franche per l’avversario potrebbe alterare gli equilibri tattici. È un tentativo di bilanciare la necessità militare di concedere iniziativa a Kiev con le cautele politiche dettate dal rischio di escalation.
Kiev sotto scacco: un raid di dodici ore
Intanto, la cronaca degli scontri prosegue senza tregua. Un prolungato raid aereo russo su Kiev, della durata di ben dodici ore, ha causato almeno quattro vittime. L’episodio sottolinea la vulnerabilità dei centri urbani nonostante l’intensa azione della difesa contraerea ucraina.




