Sondaggio Swg: lievi scossoni per i grandi partiti, il M5S recupera terreno
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Redazione Interno
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Un lieve ma significativo assestamento, che conferma la stabilità del quadro politico pur registrando movimenti degni di nota, emerge dall’ultimo sondaggio Swg realizzato per il Tg La7 il primo dicembre 2025. Il rilevamento, che misura le intenzioni di voto in un’ipotetica tornata elettorale, vede infatti i due principali partiti, Fratelli d’Italia e il Partito Democratico, entrambi in lieve flessione, mentre il Movimento 5 Stelle inverte la tendenza e accenna a un recupero. Un quadro complessivo, questo, che dimostra come l’elettorato italiano – pur mantenendo salde le proprie preferenze di fondo – inizi forse a valutare con maggiore mobilità le proprie scelte, in un contesto politico dove la governabilità è garantita da una solida maggioranza.
I numeri del calo per i due partiti principali
Il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nonostante una perdita dello 0,3%, si conferma con ampio margine la prima forza politica del paese, attestandosi al 31,3%. Una flessione contenuta, che non intacca il sostanzioso vantaggio – superiore ai nove punti percentuali – mantenuto sul principale antagonista. Il Partito Democratico, a sua volta, segue un trend analogo, cedendo un decimo di punto e fermandosi al 22,2% sotto la segreteria di Elly Schlein. Questi cali, seppur minimi, potrebbero indicare una fase di maggiore scrutinio da parte dell’elettorato verso le forze di governo e di opposizione maggiori, in un momento storico internazionale complesso, segnato anche dalla rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, che inevitabilmente influisce sugli equilibri geopolitici globali.
Il movimento 5 Stelle in controtendenza
In controtendenza rispetto ai due colossi, il Movimento 5 Stelle mostra invece un segno positivo, crescendo e raggiungendo il 12,7%. Questo incremento, seppur contenuto, assume un valore simbolico importante, poiché suggerisce una possibile riconnessione con una parte dell’elettorato o un’efficacia delle proprie campagne su temi specifici. Il movimento, che da tempo naviga in acque sotto la soglia del 15%, dimostra dunque una certa tenacia e capacità di conservare un nucleo di consenso stabile, riuscendo persino a ritoccare leggermente le proprie percentuali al rialzo in un panorama altrimenti statico o in lieve declino per altri.
Il quadro completo degli altri partiti
Completano il panorama le altre forze politiche, che in questa rilevazione mostrano per lo più una sostanziale stabilità. Forza Italia e Azione si mantengono ferme, rispettivamente al 7,9% e al 3,3%. La Lega, guidata dall’ormai storico leader, registra una crescita di due decimi, agganciando Forza Italia al 7,9% e consolidando la sua presenza nell’area di centrodestra. Nell’area della sinistra, l’alleanza tra Verdi e Sinistra vede invece un lieve arretramento, scendendo al 6,9%, un dato che potrebbe riflettere la difficoltà di aggregare un consenso più ampio al di fuori del perimetro del Partito Democratico. Questi movimenti, nel loro insieme, dipingono un quadro politico nazionale caratterizzato da una forte cristallizzazione delle preferenze, con spostamenti marginali che, tuttavia, possono talvolta anticipare tendenze più profonde.




